Assestamento di bilancio, Lattanzi: conti ok, ma manca visione
Il consigliere di Fratelli d'Italia chiede regole e non deroghe e trasparenza sulla spesa
“I conti di questo assestamento quadrano, Non sono qui a contestare la tenuta contabile del provvedimento. Sono qui evidenziare la visione — o meglio, l’assenza di una visione — che quei numeri raccontano”. Lo ha detto questa mattina in Consiglio Valle Massimo Lattanzi (FdI), analizzando il DDL 19.
L’analisi dell’Assestamento
Per Lattanzi, “questo non è un bilancio che crea ricchezza nuova. È un bilancio che ridistribuisce risorse che avevamo già in cassa: 273 milioni movimentati, quasi interamente a valere sull’avanzo dell’anno precedente. E qui c’è il primo dato politico che chiedo a quest’aula di non rimuovere. Un avanzo di 268 milioni non è una buona notizia da esibire: è la fotografia di una macchina regionale che nell’anno precedente non è riuscita a spendere ciò che aveva stanziato. Lo confermano i residui passivi, che dal bilancio di previsione crollano da 1 miliardo e 331 milioni a 222 milioni in sede di rendiconto: uno scostamento di oltre un miliardo. Quando la distanza tra ciò che programmiamo e ciò che realizziamo è così ampia, il problema della Valle d’Aosta non sono le risorse”.
Questione di metodo
“Decine di articoli autorizzano contributi straordinari a singoli Comuni in deroga alla legge regionale sulla finanza locale, la 48 del 1995, rinviando criteri e modalità a successive delibere di Giunta – ha sottolineato Lattanzi -. Tradotto: quest’aula vota gli importi, ma non decide le regole con cui verranno erogati. Le regole le scriverà la Giunta, dopo, altrove. E’ una questione di metodo con cui questa manovra distribuisce il denaro. La somma di tante deroghe è una scelta politica precisa: sostituire la regola generale con la decisione discrezionale, caso per caso. Io credo nel contrario”.
Trasparenza non è dettaglio
“Regole e non deroghe – ha auspicato Lattanzi -. Poi, responsabilità e non dipendenza, capacità di spesa prima di nuovi stanziamenti, meno frammentazione e più visione, infine la regione regolatore e non onnipresente. Questo è un bilancio tecnicamente conservativo, ma non chiede alla Regione di cambiare passo. Non dobbiamo guardare alla Valle d’Aosta di domani, ma a quella del 2050”.
(re.aostanews.it)
