SPORT, TORX
di Thomas Piccot  
il 16/09/2026

TOR100: partiti i 410 concorrenti per la Cervino-Monte Bianco

È scattata la quarta delle cinque gare della grande settimana targata VDA Trailers

Sono partiti da Cervinia i 410 concorrenti per la Cervino-Monte Bianco. Il TOR100 è la quarta gara che è scattata nella grande settimana targata VDA Trailers.

Partiti i concorrenti del TOR100

È partito il TOR100 – Cervino Monte Bianco.

La gara ha subito fatto breccia nel cuore degli ultratrailers valdostani. Quasi il 19% degli iscritti (96 di 507), infatti, è residente nella Petite-Patrie a testimonianza di una passione sempre crescente anche verso le gare più lunghe della kermesse griffata VDA Trailers.

Il conto alla rovescia sulla linea di partenza del Tor100, a Cervinia

Jean Luc Perron: «Obiettivo finire la gara»

Uno degli habitués del TOR100 è Jean Luc Perron, che cerca la sua prima maglia di finisher dopo il brillante 11° posto al Tot Dret del 2021. «Nel 2024 non sono riuscito a partire per un’infiammazione al ginocchio, mentre l’anno scorso mi sono fermato a Bosses – spiega il 29enne di Valtournenche –. Quest’anno l’obiettivo è riuscire a finire la gara. Quello che verrà andrà bene, ma si spera sempre di riuscire a fare un buon risultato».

La preparazione per lui, che è anche maestro di sci di fondo, ha dovuto tener conto degli impegni lavorativi con il soccorso alpino della guardia di finanza di Breuil Cervinia. «L’avvicinamento è andato bene – sottolinea Perron -. Sono riuscito a fare il Trofeo Kima in Val Masino, il Walserwaeg Trail di Gressoney e la Cervino Matterhorn Ultrarace. Per allenarmi in inverno ho praticato anche un po’ di fondo, ma non eccessivamente, perché sono stato impegnato con la Finanza a Bormio per le Olimpiadi».

Pietro Orlando: «La preparazione non è andata benissimo»

Pietro Orlando torna al TOR100, dopo averlo completato l’anno scorso. «La preparazione non è andata benissimo, ho fatto la mononucleosi a inizio stagione, l’ho scoperto a giugno, però poi nella seconda parte sono riuscito a macinare qualche chilometro e visto che le sensazioni erano buone dopo lo STL50 ho deciso di partire – dice il classe 1973 di Sarre, già finisher anche di TOR30, TOR130 e TOR330 -. Quest’anno, quello che viene, viene. Secondo me la parte più tosta è quella che dal Col Brison porta a Ollomont, per poi risalire allo Champillon, perché io ci arrivo quando esce il sole e si scalda parecchio la temperatura. In futuro mi piacerebbe fare il Tor des Glaciers, anche per completare tutte le gare del TORX, non so se altri siano già riusciti a chiuderle tutte».

Jessica Giovinazzo sulle orme di papà Giuseppe

Dalla Valle d’Aosta in Trentino e ritorno per partecipare al TOR100 per Jessica Giovinazzo, poliziotta in servizio all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Trento. «Mio papà Giuseppe è un esempio di agonismo e di voglia di competere, seguo le sue orme non solo a livello professionale, ma anche sportivo – racconta Jessica -. Nella mia vita ho partecipato a trail da 30-40-50 chilometri, questa volta corono il sogno di cimentarmi in una ultra. Sono reduce dalla OCC di fine agosto alle finali dell’Utmb, la scelta tra TOR130 e TOR100 è stata dettata dalle sensazioni. A Trento ho avuto la fortuna di conoscere un gruppo di ragazzi che praticano il trail running guidato da Roberto De Gasperi. Mi sono allenata bene anche grazie alla disponibilità e al sostegno della dirigente Angela Calienno, della mia capo ufficio Claudia e di tutta la squadra Volanti. Mi presento al via con tutti loro dietro di me a fare il tifo anche a distanza, è stato bello, in questi mesi ho ricevuto tanto affetto».

Tiziano Artaz: «Non mi sono allenato come avrei voluto»

Tiziano Artaz arriva al TOR100 (dove ha all’attivo un 17° posto, senza dimenticare il 9° al TOR130) in condizioni tutte da scoprire. «Ho avuto un brutto infortunio a giugno, sono caduto in bici e mi sono rotto cinque costole, passando una settimana ricoverato in ospedale – racconta l’atleta di Torgnon -. Non mi sono allenato come avrei voluto, ho ancora un po’ di dolore, non riesco tanto a correre in discesa, farò il test il giorno della gara. Parto e spero che vada bene, non ho aspettativa, l’unico desiderio è di riuscire a chiuderlo».

I fratelli Collé al via

Sarà un’edizione speciale per i fratelli di Saint-Oyen Alberto e Gabriele Collé, fianco a fianco, mercoledì alle 21, sulla linea di partenza. «Gabriele si è iscritto a inizio marzo, quando l’ho saputo ho pensato che avremmo potuto vivere questa esperienza insieme e ho chiesto una wild card in quota sponsor e l’ho ottenuta – spiega Alberto -. Abbiamo due tipi di lavoro diversi, ci siamo allenati poche volte insieme, ma l’idea è di fare la gare insieme. Nel gruppo di amici ci sono due schieramenti, chi dice che arrivo prima io, chi dice che arriverà lui: prima di tutto speriamo di finirla, il resto passa in secondo piano. Avevo fatto il primo Tot Dret e mi ero ritirato a Ollomont anche a causa dei cancelli orari molto tirati. Non mi sono allenato come avrei voluto, ho fatto 48.000 metri di dislivello positivo, ma per una gara come questa non sono tanti. Comunque sono convinto che dopo 30-40 chilometri, più delle gambe, a comandare è la testa».

Sulla stessa lunghezza d’onda è il fratello minore. «Sono contento che riusciamo a farla insieme – ammette Gabriele -. Abbiamo già partecipato al primo Tot Dret insieme, ritirandoci entrambi, abbiamo questa passione in comune ed è bello riuscire a condividerla negli allenamenti e in qualche gara. L’esperienza mi ha insegnato che non bisogna correre troppo, fermandosi nei momenti giusti e alimentarsi come si deve. Un po’ di preoccupazione c’è sempre, ma siamo allenati e farlo insieme ci dà una spinta ulteriore, cercheremo di stare vicini, se poi la corsa dirà cose diverse, chi ne avra di più andrà avanti».

La sfida dei gemelli Guichardaz

Sempre in tema di fratelli, in gara ci saranno anche i gemelli Fabien e Sebastien Guichardaz di Cogne. «È una cosa nuova per noi, faremo la gara insieme, senza aver mai provato una competizione di questo tipo, quello che verrà, verrà – ammette Sebastien -. Non l’abbiamo preparato chissà quanto, abbiamo fatto qualche lungo in più del solito, ma con il lavoro per noi è sempre complicato ritagliarsi del tempo. L’idea è nata a un matrimonio, tra amici. L’obiettivo era in qualche modo obbligarsi ad allenarsi e trovare del tempo per andare insieme in montagna, anche se alla fine ci siamo ritrovati solo io e mio fratello. Non vediamo l’ora di partire, se abbiamo un po’ di fortuna con il tempo sarà una bellissima esperienza».

Padre e figlio in gara: Stefano e Andrea Mosca

Gara in famiglia, ma da padre e figlio, per Stefano e Andrea Mosca. «L’idea è stata di mio papà, lui corre da una vita e una decina di anni fa, quando l’ho visto all’Aosta-Becca, ho deciso che avrei voluto fare una gara lunga insieme a lui – spiega Andrea, studente di giurisprudenza a Torino -. Sono un paio di anni che corriamo insieme, passo passo abbiamo allungato le distanze ed è arrivato il momento di confrontarci con una 100 chilometri. Abbiamo iniziato a prepararla in inverno, poi a marzo abbiamo aperto la stagione delle gare con il Castle’s Trail. In settimana ci alleniamo per conto nostro, ma la domenica abbiamo l’appuntamento imperdibile dell’allenamento insieme. Lui è molto carico, mi tira, ha molta più esperienza e molti più chilometri di me, è la vecchia volpe che esce fuori. L’obiettivo è correrlo insieme, ma siamo d’accordo che se uno dei due dovesse fermarsi, l’altro dovrà provare a finirlo. Sono tanto stimolato, in questo periodo ho la sessione d’esame, così spalmo l’ansia sui due fronti. Mercoledì 16 ho l’esame di diritto commerciale, appena finito torno in Valle, mi cambio e vado alla partenza a Cervinia».

Papà Stefano non vede l’ora di partire. «Dalla mia ho solo l’esperienza – sorride il finisher del TOR330 del 2014 -. Andrea ha tanti impegni, ma è bravo a gestirli. Mercoledì aveva l’esame al pomeriggio ed è riuscito ad anticiparlo, la docente è stata molto disponibile, però gli ha detto che vuole vedere la medaglia di finisher (sorride, ndr). Correre lui e io una gara ultra con l’ambiente elettrizzante che c’è al Tor sarà una bellissima esperienza: insieme stiamo bene, ridiamo, scherziamo, non ci annoiamo, passare due notti fuori sarà speciale».

(re.aostanews.it)

Tot Dret, Giulio Vettori al termine della sua fatica: «non speravo nel podio»
Tot Dret, Giulio Vettori al termine della sua fatica: «non speravo nel podio»
Alla prima partecipazione su una distanza lunga, Vettori racconta la sua cavalcata sui 130 km, chiusa al terzo posto nonostante alcuni problemi intestinali; «obiettivo il 330»
di Erika David 
il 16/09/2026
Alla prima partecipazione su una distanza lunga, Vettori racconta la sua cavalcata sui 130 km, chiusa al terzo posto nonostante alcuni problemi intest...
Abolizione bollo auto per il 2027, Lega: «Regione Valle d’Aosta apra trattative col Governo»
Il Carroccio di chez nous esulta per l'approvazione per il 2027 dell'abolizione del bollo auto (sotto gli 80 kW) e moto approvato dal Consiglio dei Ministri e invita la Regione a contrattare con il Governo nazionale per evitare che la Valle d'Aosta rimanga esclusa
il 16/09/2026
Il Carroccio di chez nous esulta per l'approvazione per il 2027 dell'abolizione del bollo auto (sotto gli 80 kW) e moto approvato dal Consiglio dei Mi...
Al Castello di Ussel una performance in tre movimenti per arricchire il “vuoto”
Martedì 22 settembre il Castello di Ussel, a Châtillon, ospita "Dare spazio, fare comunità", spettacolo in due repliche, alle 18 e alle 21, per riflettere sul concertto di vuoto e trasformare l'edificio in un organismo vivente
di Erika David 
il 16/09/2026
Martedì 22 settembre il Castello di Ussel, a Châtillon, ospita "Dare spazio, fare comunità", spettacolo in due repliche, alle 18 e alle 21, per riflet...