Via libera al Piano regionale dei trasporti, Avs sulle barricate
L'assessore ai Trasporti Luigi Bertschy
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 31/07/2026

Via libera al Piano regionale dei trasporti, Avs sulle barricate

Il documento pare essere una pietra tombale sul recupero della ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier; tra gli intenti anche il raddoppio del Tunnel, i caselli ad Aosta sud e Morgex, nonché la cabinovia Pila-Cogne

Stop alla ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier con bus rapid transit fino a Courmayeur, revisione della viabilità autostradale in vista della scadenza delle concessioni al 2032, definizione (finalmente) delle funzioni della porta Sud di Aosta, con tanto di possibile uscita autostradale all’altezza della cabinovia di Pila, che vedrà, nelle intenzioni, il collegamento con Cogne, raddoppio del Tunnel del Monte Bianco e potenziamento, con tanto di allineamento di orari e coincidenza del trasporto pubblico locale. Questi, in estrema sintesi, in principali contenuti del Piano dei trasporti regionale, approvato nella maratona consigliare di giovedì 30 luglio con i voti contrari e la ferma opposizione di Avs e le astensioni di Fratelli d’Italia, Lega, Pd, Renaissance e Autonomisti di Centro.

Approvato il Piano regionale dei trasporti

A illustrare i contenuti del Piano regionale dei trasporti è stato ovviamente l’assessore competente Luigi Bertschy, grande promotore dell’iniziativa che mira a «individuare le principali criticità e definire le possibili soluzioni», con un documento che, come sottolineato in chiusura di seduta, «potrà sempre essere discusso e modificato, ma almeno c’è una visione, anche se forse non sufficientemente argomentata – ha detto Bertschy -. Abbiamo infrastrutture vecchie e dobbiamo farci trovare pronti, intanto alla scadenza delle concessioni autostradali del 2032. Abbiamo dovuto e voluto mettere in campo un’idea, che peraltro ci permetterà di attuare il Piano di bacino e del trasporto pubblico locale, con l’orario cadenzato che aumenterà la frequentazione».

In precedenza, l’assessore aveva ricordato il lungo lavoro (30 anni dall’approvazione della legge regionale che prevedeva il documento) e le «ricadute su tutto il territorio, i residenti e anche su chi solamente passa in Valle» ha esordito, evidenziando come gli scopi del Piano regionale dei trasporti sia quello di migliorare l’integrazione nella rete transeuropea, migliorare efficacia, efficienza e accessibilità del sistema, ridurre lo spopolamento delle aree periferiche, ridurre le emissioni e accrescere la resilienza delle infrastrutture.

In materia di ferrovia, la volontà è quella di «migliorarne la performance e affidabilità», arrivando a un «orario cadenzato con i servizi su gomma», che peraltro vedrà una maggiore accessibilità, anche alla luce di tariffe incentivanti.

Per quanto riguarda l’autostrada, nell’ottica di una revisione «dei rapporti con i concessionari», anche per arrivare a «politiche tariffarie in grado di attrarre il traffico della SS26», Bertschy ha sottolineato interventi per «aumentare capacità e disponibilità delle arterie», con particolare riferimento alla bassa Valle, in materia di riorganizzazione della viabilità e creazione della “corsia mobile”.

Per Aosta, la scelta è quella anticipata più volte, con la famigerata Porta Sud che dovrebbe diventare hub intermodale, con raggruppati «ferrovia, autobus extraurbani, telecabina, parcheggi, svincolo della tangenziale e piste ciclabili».

Il tutto, ovviamente, con rottura di carico della ferrovia e futuro dell’Aosta-Pré-Saint-Didier affidato probabilmente al bus rapid transit, o qualcosa di simile.

Un capitolo riguarda anche l’incentivo della mobilità ciclistica, «per spingere l’uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani, ma anche per sviluppare il cicloturismo» ha continua l’assessore, per poi evidenziare il ruolo dell’aeroporto come «tassello importante dell’offerta complessiva, grazie al completamento della nuova aerostazione e alla ripresa dei voli charter».

Insomma, per l’assessore «il piano ha visto la maggioranza torvare un punto di incontro tra varie sensibilità, con diverse rinunce per arrivare pronti a un momento strategico come il rinnovo delle concessioni autostradali – ha concluso Luigi Bertschy -. Credo che il poco egoismo sia segnale di capacità di fare le cose; cosa che (ovviamente il riferimento ad Avs è puramente casuale ndr.) vedo mancare in qualcuno, che non capisce come la coerenza debba sposarsi con la capacità di governare».

Piano regionale dei trasporti, pietra tombale sull’Aosta-Pré-Saint-Didier?

Poi, sostanzialmente, una pietra tombale sull’Aosta-Pré-Saint-Didier.

«Non fa parte del piano industriale di Rfi e non è finanziata – ha chiuso -. Se se ne riparlerà in futuro bisognerà parlare di raddoppi selettivi e milioni e milioni di euro da investire: pensiamo a investimenti sostenibili, con il punto fermo di collegare direttamente Courmayeur».

Piano regionale dei trasporti: il dibattito, Avs sulle barricate

Il lungo dibattito sul Piano regionale dei trasporti ha visto in prima fila Avs, che ha confermato la propria contrarietà su quasi tutta la linea, parlando di un documento con «privo di una visione complessiva e frutto di un percorso tortuoso», evidenziando gli «stravolgimenti» degli ultimi anni sul testo base del 2019.

«La scelta iniziale di fare del trasporto su rotaia l’elemento centrale della mobilità del fondo Valle viene ribaltata, con 35 chilometri in più di strade e autostrade e 32 in meno di ferrovia – ha continuato la capogruppo Chiara Minelli -. Contestiamo l’inserimento del raddoppio del tunnel del Monte Bianco, l’ipotesi confusa di una terza corsia dinamica sull’autostrada in bassa Valle, senza un’adeguata valutazione di criticità e impatti e siamo fermamente contrari alla dismissione dell’Aosta-Pré-Saint-Didier, sostituita da un metrobus mascherato da Brt».

Su questo, in particolare, Avs chiede «un referendum consultivo, perché il dibattito pubblico deve essere pieno e reale».

Infine, niet sui «collegamenti intervallivi attraverso il Col Ranzola e il Colle del Nivolet, inseriti senza un’analisi delle reali necessità, e il collegamento funiviario Pila-Cogne, senza aver valutato la riattivazione della galleria del Drinc».

Il vice capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimiliano Tuccari, ha parlato di «un buon piano», cui il partito ha «contribuito per renderlo concreto, misurabile e orientato ai risultati».

Fulvio Centoz (Pd) ha sottolineato «scelte importanti che condividiamo, dall’integrazione tariffaria al coordinamento degli orari, dai centri di mobilità al potenziamento del servizio ferroviario e al trasferimento del traffico pesante sull’autostrada», ma ha chiesto anche serietà per il futuro della ferrovia in alta Valle.

«Il piano assume il Brt (Bus rapid transit) come soluzione di riferimento, rinviando a una fase successiva il confronto con le alternative – ha aggiunto Centoz -. Non diciamo che la ferrovia sia necessariamente la soluzione migliore, ma una scelta strategica e irreversibile deve essere compiuta solo dopo aver confrontato tutte le opzioni. Il piano deve essere uno strumento di programmazione per i prossimi trent’anni, non un catalogo di opere già decise».

Marco Viérin (Centro Autonomista) ha invece anticipato che «la trasformazione dell’autostrada tra le uscite di Aosta Est e Aosta Ovest in tangenziale gratuita sarà oggetto di uno studio attuativo entro il primo biennio, che valuterà anche l’eventuale gestione in house di quel tratto».

Inoltre, ha rivelato anche lo studio di un casello a Morgex.

Andrea Campotaro (Avs) ha rincarato la dose sull’Aosta-Pré-Saint-Didier.

«Il piano giustifica l’abbandono richiamando il modello Bolzano/Oltradige, ma il confronto è infondato – ha detto -. In Alto Adige il Brt è stato scelto perché lungo quel corridoio non esisteva una ferrovia da riattivare, in Valle d’Aosta, invece, si propone di smantellare una linea esistente, senza chiarire quale sedime verrebbe utilizzato. Il cosiddetto Brt circolerà nel traffico ordinario della Statale. A Bolzano il metrobus è stato progettato per evitare la congestione; in Valle d’Aosta ne rimarrà intrappolato».

Eugenio Torrione (Avs) si è concentrato anche sulla funivia Pila-Cogne.

«È liquidata in cinque righe, troppo poco per un’opera molto sentita dalla popolazione e finora valutata solo attraverso uno studio di fattibilità commissionato da Pila Spa – ha aggiunto -. Chiediamo che la Regione si doti di un quadro conoscitivo completo e di un’analisi comparativa che metta a confronto tutti gli scenari, non solo quelli che compaiono nello studio della Pila, comprendendo anche l’opzione zero, il ripristino della ferrovia del Drinc e la messa in sicurezza della strada regionale».

Pierluigi Marquis, capogruppo di Forza Italia, ha puntato sul cavallo di battaglia forzista, ossia il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco.

«Lo riteniamo una priorità, per garantire la mobilità internazionale in condizioni di sicurezza per tutti i 12 mesi dell’anno – ha affermato -. I tunnel sono infrastrutture strategiche e, attualmente, gli unici due trafori alpini che non hanno in programma il raddoppio sono quelli valdostani».

Piano regionale dei trasporti: via libera a tre ordini del giorno

Infine, sono stati approvati tre ordini del giorno.

Il primo di FdI prevede l’introduzione di un Indice di tempo restituito per la valutazione dei singoli interventi (miglioramenti conseguibili in termini di riduzione dei tempi di percorrenza). Il secondo, impegna a valutare l’introduzione di sistemi di trasporto pubblico innovativi.

Il terzo, infine, targato Lega e Renaissance, impegna a valutare la trasformazione dell’Aosta-Pré-Saint-Didier anche in pista ciclabile.

(al.bi.)

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