Carabinieri nei resort, irregolarità sui contratti nel 63% dei casi
AskaNews
di admin Administrator  
il 01/08/2026

Carabinieri nei resort, irregolarità sui contratti nel 63% dei casi

Milano, 1 ago. (askanews) – Quasi due aziende su tre controllate nel settore turistico-alberghiero sono risultate irregolari. È il bilancio della campagna straordinaria di vigilanza condotta tra giugno e luglio dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, insieme all’Arma territoriale, per contrastare il lavoro sommerso e verificare il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Su 785 imprese ispezionate in tutta Italia, 486 sono risultate non in regola, pari al 63,53% del campione selezionato sulla base di specifici indici di rischio.

I controlli hanno interessato alberghi, hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e pubblici esercizi, comparti caratterizzati da un forte incremento dell’occupazione durante la stagione estiva.

Nel corso delle verifiche sono state controllate complessivamente 3.825 posizioni lavorative, tra cui 900 lavoratori extracomunitari e 84 minori. Gli ispettori hanno accertato 751 posizioni irregolari, pari al 19,6% del totale: 553 riconducibili al cosiddetto “lavoro grigio”, ossia rapporti di lavoro parzialmente irregolari, e 198 casi di lavoro nero.

Particolarmente rilevante anche il fronte della sicurezza. I militari hanno contestato 395 violazioni del Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con altrettante prescrizioni. Le irregolarità hanno riguardato soprattutto la mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la carenza di formazione e l’omessa valutazione dei rischi, che rappresentano oltre il 62% delle contestazioni complessive.

A seguito delle violazioni riscontrate sono stati adottati 157 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, pari a oltre un’impresa su cinque tra quelle controllate. Nel dettaglio, 88 sospensioni sono state disposte per l’impiego di lavoratori in nero, 50 per gravi violazioni delle norme sulla sicurezza e 19 per la contemporanea presenza di entrambe le fattispecie. L’importo dei provvedimenti di sospensione supera i 456 mila euro.

L’attività ispettiva ha inoltre portato all’irrogazione di sanzioni amministrative e ammende per complessivi 3,49 milioni di euro, di cui circa 773 mila euro di sanzioni amministrative e oltre 2,7 milioni di ammende.

Sono stati infine deferiti all’autorità giudiziaria 423 soggetti, tutti in stato di libertà. La maggior parte delle denunce riguarda violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro, ma sono emersi anche quattro casi di presunto caporalato, nove violazioni della normativa sull’immigrazione per l’impiego di lavoratori stranieri irregolari, sei casi di lavoro minorile e ulteriori illeciti, tra cui somministrazione fraudolenta di manodopera e installazione non autorizzata di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro.

I risultati della campagna condotta dai Carabinieri per la Tutela del Lavoro confermano la persistenza di fenomeni di lavoro sommerso, utilizzo irregolare della manodopera e carenze nell’applicazione delle norme di prevenzione nel comparto turistico-alberghiero, evidenziando la necessità di proseguire con controlli mirati soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica.

[In azione i Cc per la tutela del lavoro|PN_20260801_00008|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/08/20260801_111900_2DD48D47.jpg |01/08/2026 11:19:17|Carabinieri nei resort, irregolarità sui contratti nel 63% dei casi|Turismo|Cronaca]

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