Villeneuve: oltre 1800 bicchieri e 3000 visitatori, i barmé non deludono mai
La festa organizzata dalla pro loco di Villeneuve è giunta alla 17ª edizione e va in archivio con l'ennesimo successo
Villeneuve: 0ltre 1800 bicchieri e 3 mila visitatori, i barmé non deludono mai.
Sono stati oltre 1800 i bicchieri al collo dei degustatori e buongustai che domenica hanno partecipato alla 17ª edizione della Fiha di barmé a Villeneuve.
«Siamo soddisfatti, i visitatori sono stati circa 3 mila, non tutti prendono il bicchiere – spiega il presidente della pro loco di Villeneuve Stefano Chabod -. La meteo ci ha graziati nella prima parte della kermesse, nel pomeriggio, poi, nonostante lo scroscio d’acqua intorno alle 19, i visitatori non sono mancati. Siamo molto soddisfatti, l’affluenza è stata molto alta sin dalle 15».
Com’è tradizione, la Fiha ha accolto curiosi e degustatori nel percorso che coniuga aziende vitivinicole e barmé, le tipiche cantine scavate nella roccia. «Veniamo ai Barmé da quando sono iniziati, abbiamo saltato solo 1 o 2 anni – racconta Denis Desaymonet dell’azienda D&D -.
Durante gli anni siamo stati ospitati in quasi tutti i Barmé. Ci piace essere qui, è sempre una bella festa».
«A mio avviso questa è la manifestazione che funziona meglio fra quelle legate al vino» racconta Matteo Barmaz dal banco targato Di Barrò, azienda che ha partecipato a tutte le edizioni.
Ma la Fiha di Barmé non è solo vino: sono molti gli artigiani che decidono di esporre tra le vie del paese, come racconta Elisa Varisco: «Ho partecipato per la prima volta l’anno scorso e ho venduto bene. Raccolgo i fiori, li faccio seccare e poi li lavoro con la resina per creare orecchini e ciondoli».
La manifestazione è continuata fino a tarda ora fra degustazioni di vini e menù vari, balli e tanta festa. Tutto grazie ad una squadra di 30 volontari.
«Credo che il punto forte di questa festa siano proprio i Barmé – racconta Piero Brunet, produttore del Blanc de Morgex et La Salle -. Sono cantine incredibili, che vengono aperte al pubblico solo in questa occasione».
Ed è proprio questo l’obiettivo principale della festa: «Lo scopo fin dall’inizio era quello di valorizzare le cantine e direi che l’obiettivo è stato raggiunto a pieno, visto che alcune cantine sono effettivamente utilizzate da un’azienda vitivinicola», conclude il presidente Chabod.
(re.aostanews.it)
