Consumi culturali, cresce la spesa: «In Valle bisogna favorire un accesso più ampio» e avvicinare pubblici nuovi»
La presidente di Impresa Cultura VdA Chiara Fabbri
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 21/08/2026

Consumi culturali, cresce la spesa: «In Valle bisogna favorire un accesso più ampio» e avvicinare pubblici nuovi»

I dati dell'Osservatorio di Impresa Cultura di Confcommercio evidenziano un'ulteriore crescita del settore culturale e anche un'ampia domanda ancora "latente". La presidente rossonera, Chiara Fabbri: «Bisogna avvicinare pubblici nuovi»

Consumi culturali, cresce la spesa, ma in Valle bisogna «favorire un accesso più ampio e avvicinare pubblici nuovi».

Le parole della presidente di Impresa Cultura – Confcommercio Valle d’Aosta, Chiara Fabbri, tingono in salsa rossonera i dati emersi dell’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia, diffuso da Impresa Cultura Italia – Confcommercio, in collaborazione con Swg.

Consumi culturali: cresce la spesa delle famiglie

I dati della rilevazione sui consumi culturali evidenzia come la spesa delle famiglie italiane continui a crescere, raggiungendo, in media, 108 euro al mese (nel 2025 era 94 euro), tornando quasi ai livelli pre Covid, quando nel 2019 era stato raggiunto il top a quota 113 euro.

Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse sono fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l’ascolto della musica (87%) e della radio (82%).

Per quanto riguarda la lettura, il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall’inizio dell’anno, mentre il 43% ha letto quotidiani in formato cartaceo o digitale a pagamento.

Per attività che prevedono una spesa diretta, in vetta troviamo il cinema (51%), seguito da visite a musei, mostre e siti archeologici (49%), teatro e spettacoli all’aperto (40%) e concerti dal vivo (35%).

Weekend culturali in aumento

L’indagine rivela anche come siano in aumento i weekend culturali.

Oltre un italiano su due sarebbe molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo.

Le persone più interessate in tal senso sono quelle con titolo di studio elevato, donne e gli over 55.

Entrando nei dettagli, negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale (fuori regione il 34%), con una spesa media pro capite di 286,2 euro (235 euro nel 2025).

Tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza, emerge una disponibilità di spesa prevista pari a 215,7 euro. Insomma, il segno di una domanda potenziale ancora significativa.

Consumi Culturali in Valle d’Aosta

E proprio questi dati stimolano la riflessione della presidente di Impresa Cultura Valle d’Aosta Chiara Fabbri.

«La crescita dei consumi culturali è un segnale importante: dimostra che la cultura risponde a una domanda reale e rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo, l’occupazione e la coesione sociale anche nel nostro territorio – analizza Fabbri -. Tuttavia, la partecipazione resta segnata da forti divari economici, sociali, generazionali e territoriali, che in una regione come la Valle d’Aosta si traducono spesso in distanze fisiche dall’offerta culturale».

Chiara Fabbri sollecita un intervento.

«Accanto al sostegno alle imprese e all’offerta locale, servono politiche strutturali capaci di rafforzare la domanda e misure concrete, come la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali, così da favorire un accesso più ampio e avvicinare nuovi pubblici – continua -. L’interesse crescente per i weekend culturali conferma inoltre le potenzialità dell’integrazione tra cultura, turismo e territori: una tendenza che, in Valle d’Aosta più che altrove, va accompagnata e trasformata in valore diffuso per le nostre comunità».

(al.bi.)

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