Bionaz: nuova colata di fango e detriti, chiusa la strada regionale n.28
Nessuna auto o persona coinvolta, i mezzi subito al lavoro per liberare la strada; il sindaco Nicase: «in un paio di ore dovremmo poter aprire»
Nuova colata di fango e detriti per l’esondazione del torrente Varère, a Bionaz.
Al momento la strada regionale n.28 è chiusa al transito.
Nessuna persona e nessun veicolo sono stati coinvolti. Sul posto sono presenti i mezzi di cantieri impegnati proprio nei lavori di mitigazione del rischio del torrente Varère che si sono subito messi al lavoro per liberare la strada.
Il cantiere dell’intervento sul rischio idrogeologico del torrente Varère invaso da acqua fango e detriti
Un fronte di 20 metri per 50/60 centimentri di materiale
«Sempre lei. Le piogge di stamattina non erano nemmeno troppo intense, ma ormai, ogni volta che piove, non si può più stare tranquilli» è il commento amaro del sindaco di Bionaz, Valter Nicase.
«Fortunatamente il fronte dello smottamento è abbastanza contenuto, circa una ventina di metri per 50/60 centimentri di materiale» spiega il sindaco.
«Con i mezzi già presenti sul posto in un paio di ore dovremmo riuscire a liberare la strada e far passare almeno le persone che hanno maggiore necessità».
Una pioggia leggera ma persistente che non ha fatto scattare l’allrme del pluviometro ma direttamente quello dell’impattometro. «Da quel momento in circa 10 minuti il materiale scende a valle spiega Nicase.
Il sistema di allerta ha funzionato. I semafori sono scattati sul rosso e nessuno si è trovato a percorrere quel tratto di strada in quel momento.
La situazione è in corso di evoluzione.
I lavori per la mitigazione del rischio idrogeologico
Il progetto di mitigazione del rischio idrogeologico del torrente Varere era stato presentato alla popolazione lo scorso 15 aprile.
Un progeto necessario e urgente: tra il 2000 e il 2025 si sono registrate dodici colate, di cui otto solo negli ultimi dieci anni.
«Non possiamo più rispondere con semplici palliativi: a monte esiste un ‘cratere’ che contiene potenzialmente 1,2 milioni di metri cubi di materiale pronto a muoversi» aveva detto il presidente della Regione, Renzo Testolin.
La Regione ha già stanziato 3 milioni di euro a luglio 2025 per far partire immediatamente i primi lavori, con l’obiettivo di coordinare viabilità, agricoltura e difesa del suolo in un’unica visione d’insieme.
Il progetto prevede la costruzione:
- di un vallo alto fino a 5 metri, progettato per deviare e contenere la colata detritica e, al contempo, fungere da difesa contro le valanghe che minacciano gli abitati di Closé e Place
- di briglie a fessura: strutture in calcestruzzo larghe 17 metri che lasceranno passare l’acqua trattenendo i detriti più grossi, evitando l’ostruzione dei canali sotto la strada
- una piazza di deposito: un’area di raccolta da quasi 9.000 metri cubi a valle della regionale
- il rinverdimento: tutte le opere in terra saranno piantumate per integrarsi nel paesaggio alpino
I lavori dureranno un anno e mezzo.
«Al momento c’è solo la gettata di una briglia» dice il sindaco Nicase.
«Ho paura che la prossima colata arrivi prima della fine delle opere» diceva nell’incontro di aprile un agricoltore della zona.
Paura che si è concretizzata oggi, seppur in misura minore rispetto agli eventi degli anni passati.
(erika david)
