La denuncia di Avp e Disval: «il sentiero accessible di Champdepraz ancora impraticabile»
Nuovo sopralluogo dell'Associazione Valdostana Paraplegici e della Disval: «qualcosa è stato fatto ma troppo poco»
Dopo il nuovo sopralluogo dell’Associazione Valdostana Paraplegici e della Disval, la nuova dencia sulle cndizioni del sentiero accessibile di Champdepraz.
Qualcosa è stato fatto, ma non abbastanza è la denuncia di Egidio Marchese, presidente Avp e Disval, a quasi due mesi dall’ultimo appello.
Il percorso accessibile di Chevrère, a Champdepraz, resta infatti in condizioni che ne rendono estremamente difficile la percorrenza in carrozzina.
Il nuovo sopralluogo
Marchese, sabato 22 agosto, ha effettuato un nuovo sopralluogo lungo il tracciato insieme ad altre quattro persone con disabilità, tutte in carrozzina e membri attivi delle associazioni.
Fondo sconnesso e ostacoli
Rispetto alla situazione denunciata nei mesi scorsi, qualche intervento è stato effettuato: in alcuni punti è stata tagliata l’erba e una staccionata è stata riparata.
Il problema principale, però, secondo le associazioni, è rimasto sostanzialmente invariato.
Il sentiero presenta infatti un fondo sconnesso, ricoperto di pietre, con buche e diversi ostacoli che rendono difficoltoso, quando non impossibile, il passaggio delle carrozzine manuali e mettono in seria difficoltà anche quelle elettriche.
Restano inoltre le criticità già segnalate per panchine, pannelli informativi e altri elementi dell’arredo del percorso.
Gli interventi eseguiti finora sono ben lontani dal garantire nuovamente l’accessibilità del tracciato, evidenzia Marchese.
Un sentiero nato per essere accessibile
La situazione assume un peso particolare anche alla luce della storia del percorso di Chevrère, situato a circa 1.300 metri di quota e realizzato nell’ambito del progetto “Intégration et Bien-Être dans les Alpes”, promosso dalla Regione Valle d’Aosta attraverso i fondi del programma europeo Interreg Alcotra 2007-2013.
Il sentiero era stato progettato proprio secondo criteri di accessibilità: fondo in terra e pietrisco rullato, larghezza adeguata, pendenze contenute, panchine e pannelli informativi. In corrispondenza dell’attraversamento di un torrente era stato inoltre realizzato un tratto in cemento per garantire la continuità della percorrenza.
Per le associazioni, dunque, non si tratta semplicemente di mantenere in ordine un sentiero di montagna, ma di garantire la fruibilità di un’infrastruttura pubblica realizzata espressamente per le persone con disabilità.
La richiesta: interventi entro marzo 2027
Non è la prima estate in cui l’Associazione Valdostana Paraplegici e la Disval denunciano le condizioni del percorso. Le criticità erano già state portate all’attenzione pubblica nel giugno e nell’agosto 2025 e, secondo quanto riferito dalle associazioni, alle rassicurazioni dell’Amministrazione comunale non sarebbero seguiti interventi risolutivi.
Ora Marchese torna quindi a chiedere un intervento urgente all’Amministrazione comunale di Champdepraz e a tutti gli enti che, a diverso titolo, hanno competenza sul percorso.
L’obiettivo, sottolineano le associazioni, non è una sistemazione provvisoria, ma il ripristino delle condizioni necessarie per consentire alle persone con disabilità di percorrere il sentiero in sicurezza.
«L’accessibilità non è un lusso né un progetto da esibire quando arrivano i finanziamenti europei», aveva sottolineato Marchese nel precedente appello, chiedendo un programma preciso di interventi e soprattutto un piano permanente di manutenzione ordinaria.
A fine agosto la richiesta diventa ancora più pressante: «Non bastano il taglio dell’erba e qualche riparazione occasionale. Serve un intervento strutturale che restituisca il percorso alle persone con disabilità per le quali era stato realizzato».
Marchese indica anche una scadenza precisa: entro marzo 2027 il sentiero dovrà essere ripristinato e reso nuovamente agibile e realmente fruibile.
In caso contrario, il presidente dell’Associazione Valdostana Paraplegici annuncia la possibilità di rivolgersi alle altre sedi competenti «per tutelare il diritto delle persone con disabilità a utilizzare un’infrastruttura pubblica realizzata espressamente per essere accessibile».
(re.aostanews.it)
