Toscana, Carrai: lascio con amarezza Fondazione Meyer
Firenze, 31 ago. (askanews) – “Tre anni fa accettai questo incarico per mettere a disposizione della Fondazione le mie relazioni e il mio impegno con un unico obiettivo: contribuire ad aumentare le risorse destinate all’ospedale, alla ricerca e alla cura dei bambini. Il mio legame con il Meyer viene da lontano; da bambino vi sono stato ricoverato più volte e per lunghi periodi”. Lo afferma il presidente uscente della Fondazione Meyer, Marco Carrai, al termine del suo mandato, durante un incontro in Regione Toscana.
“I risultati di questo mio impegno sono nei numeri: dai 12 milioni del 2023 ai quasi 17 milioni che si prospettano in questo 2026, con una crescita del 40% di donatori – spiega Carrai -. Eppure in questi anni sono stato brutalmente attaccato non perché abbia commesso irregolarità, ma perché sono, da quasi sette anni, Console onorario di Israele. Questo incarico è stato indicato come incompatibile con i principi di pace della Toscana e dell’ospedale, quasi che io fossi portatore di guerra, di male e di morte. E da allora sono minacciato ed insultato, la mia immagine è stata riprodotta su manifesti e volantini accostandomi ad un criminale di guerra nonostante non abbia potere né responsabilità di alcuna azione politica o militare”.
Ricordando l’impegno umanitario per l’accoglienza al Meyer dei piccoli pazienti di Gaza e l’aiuto alla comunità islamica e palestinese, Carrai sottolinea: “Respingo con fermezza tutto questo. Si può criticare Israele, il suo Governo e qualunque scelta politica, ma non accetto che un incarico onorario venga trasformato in una colpa personale e che si tenti di delegittimare ciò che ho fatto”.
Dopo aver ringraziato il governatore Eugenio Giani, i vertici dell’ospedale e il personale medico e sanitario, Carrai conclude: “Ho accettato la richiesta del Governatore di rimanere in carica fino al passaggio di consegne al mio successore per garantire continuità, ma ritengo che non sia possibile proseguire in questo clima di tensione non dignitoso per la mia famiglia. Lascio al termine del mandato con indubbia amarezza per le accuse ricevute, ma con la coscienza a posto e la soddisfazione di aver raggiunto record assoluti di raccolta fondi per i bambini malati”.
