Iran, da Teheran rabbia e speranza di negoziati dopo i raid Usa
Teheran, 2 set. (askanews) – A Teheran gli iraniani reagiscono al più pesante scambio di attacchi con gli Stati Uniti delle ultime settimane. Almeno 19 persone sono state uccise in Iran, quattro delle quali durante un matrimonio nel sud del Paese. Nelle voci raccolte nella capitale convivono rabbia per le vittime civili, sostegno alla risposta iraniana e la speranza che le parti tornino al tavolo dei negoziati.
Parisa Rahimi, dipendente di un’azienda di trasporti: “Secondo me, attaccare zone dove si trovano persone comuni, soprattutto nel sud del Paese, è davvero una catastrofe umanitaria e naturalmente noi cittadini siamo contrari”. “Purtroppo non abbiamo il diritto di protestare. Spero che, qualunque cosa accada, le cose vadano bene per il popolo iraniano”.
“Ieri sera – dice Farzaneh Hosseini – mentre eravamo a un incontro, ho letto la notizia e siamo rimasti molto, molto addolorati e sconvolti. Siamo stati anche molto contenti che l’Iran abbia risposto rapidamente”. ” Gli Stati Uniti e Israele si porteranno questo desiderio nella tomba. Non succederà. Il popolo iraniano è molto più resistente di così. È questo il loro errore di valutazione. Pensano che alla fine la gente si stancherà. Vogliono proseguire gradualmente la guerra nel sud perché la popolazione si esaurisca e si arrenda. Ma non succederà”.
Hossein Moazami, lavoratore autonomo, afferma che “è davvero doloroso e spiacevole che questi attacchi continuino. E poi è successo anche questo matrimonio. Fa davvero male vedere attaccato un luogo dove le persone si erano riunite per festeggiare. Purtroppo un matrimonio si è trasformato in un funerale”. “Spero che tornino tutti al tavolo dei negoziati, perché gli unici a soffrire sono gli iraniani. Gli americani sono dall’altra parte del mondo e a loro non succede nulla. In questo momento tutto il fumo e la polvere di questa situazione ricadono sul popolo iraniano, ed è il popolo iraniano a soffrire”. “In questo momento – prosegue – la nostra gente nel sud dell’Iran purtroppo sta soffrendo. Le nostre infrastrutture vengono distrutte. Non riusciamo a portare avanti le attività di importazione ed esportazione. L’inflazione aumenta giorno dopo giorno per questa situazione e, purtroppo, la popolazione sta soffrendo molto”.
