La storia di Sofia: da Chamois al mondo e ritorno per studiare la biodiversità
Sono già state installate le prime 15 fototrappole del progetto ConserMotion
La storia di Sofia: da Chamois al mondo e ritorno per studiare la biodiversità.
C’è chi lascia la montagna per cercare nuove opportunità e chi, invece, sceglie di tornarvi per costruire il proprio futuro.
Sofia Bonicalza, 28 anni, ricercatrice specializzata nello studio della biodiversità, ha fatto proprio questa seconda scelta.
Da circa un anno vive stabilmente a Chamois, ilpaese che frequenta fin da bambina e che oggi è diventato il centro della sua attività scientifica.
«Per me Chamois non è soltanto un luogo dove vivere – racconta -. È il posto in cui è nata la mia curiosità per la natura. Camminando nei suoi boschi e osservando gli animali ho capito che volevo dedicare la mia vita alla ricerca e alla conservazione della biodiversità. Tornare qui oggi significa chiudere un cerchio e restituire qualcosa al territorio che mi ha fatto crescere».
Il progetto ConserMotin
Proprio da questo legame è nato ConserMotion, un progetto di ricerca che punta a coniugare scienza,partecipazione e valorizzazione dell’ambiente alpino.
Un’iniziativa sostenuta attivamente dall’associazione Insieme a Chamois, che ha creduto fin dall’inizio nella possibilità di trasformare il paese in un laboratorio di ricerca a cielo aperto, favorendo l’incontro tra ricerca scientifica, comunità locale e frequentatori della montagna.
Nei giorni scorsi sono state installate sul territorio le prime quindici fototrappole ambientali, primo passo concreto del progetto.
Nei prossimi mesi sarà inoltre posizionato uno speciale dispositivo adattato per il monitoraggio dell’ermellino, una delle specie più elusive e difficili da osservare dell’arco alpino.
«Le fototrappole ci permetteranno di osservare gli animali senza disturbarli», spiega Sofia.
«Vogliamo capire quali specie frequentano il territorio, come si spostano e come convivono con leattività umane. Ogni dato raccolto contribuirà ad aumentare la conoscenza scientifica di questo ecosistema».
L’obiettivo del progetto, infatti, non è soltanto raccogliere informazioni sulla fauna selvatica, ma anche costruire una nuova cultura della conservazione coinvolgendo residenti, escursionisti, sportivi e appassionati di montagna.
«La tutela della biodiversità non può essere affidata esclusivamente agli scienziati» sottolinea la ricercatrice. «Chi vive e frequenta questi luoghi può diventare parte della ricerca. Credo molto nella citizen science e nel valore della partecipazione: conoscere significa anche imparare a rispettare».
Il coinvolgimento della comunità è già iniziato nelle scorse settimane con due workshop organizzati proprio a Chamois, che hanno riunito oltre settanta partecipanti tra cittadini, ricercatori e frequentatori della montagna.
Un momento di confronto che rappresenta una delle anime del progetto.
«Sono rimasta davvero colpita dalla partecipazione» racconta Sofia.
«Vedere tante persone interessate a capire come funziona il monitoraggio della fauna e a discutere di biodiversità mi ha confermato che esiste una forte sensibilità verso questi temi. È da qui che possono nascere progetti destinati a durare nel tempo».
ConserMotion nasce infatti con una duplice ambizione: contribuire concretamente alla ricerca scientifica e dimostrare che anche un piccolo comune alpino può diventare un punto di riferimento per l’innovazione ambientale, attirando giovani competenze e collaborazioni internazionali.
«Spesso si pensa che la ricerca possa nascere soltanto nelle grandi città o nelle università» osserva.
«Io credo invece che i territori montani abbiano un enorme potenziale. Chamois può diventare un modello di come scienza, turismo sostenibile e tutela della natura possano crescere insieme».
I risultati del monitoraggio richiederanno tempo, ma le fototrappole e i microfoni ambientali consentiranno di ricostruire la presenza delle diverse specie animali e di ampliare le conoscenze sulla biodiversità della Valtournenche, fornendo dati preziosi per future attività di ricerca econservazione.
Sofia fondatrice del progetto Care4Seals
Alle spalle della giovane ricercatrice c’è già un percorso di respiro internazionale. Laurea magistrale in Biodiversity, Wildlife and Ecosystem Health, Sofia Bonicalza è fondatrice del progettoCare4Seals, dedicato allo studio e alla conservazione della foca monaca del Mediterraneo, ed è responsabile scientifica del progetto europeo Life Adapts.
Negli ultimi anni ha collaborato anumerose iniziative di ricerca e divulgazione dedicate alla conservazione della fauna selvatica.
Nel 2025 è arrivato anche un importante riconoscimento internazionale: Sofia Bonicalza è stata selezionata tra i 25 IOC Young Leaders del Comitato Olimpico Internazionale per il quadriennio2025-2028.
Il programma sostiene giovani provenienti da tutto il mondo che sviluppano iniziative capaci di coniugare sport, sostenibilità e impatto sociale. Tra migliaia di candidature, ConserMotion è stato scelto per il suo approccio innovativo alla tutela della natura.
«Quando ho presentato la candidatura – racconta – volevo dimostrare che anche un piccolo paese di montagna può diventare il punto di partenza di un progetto internazionale. Essere stata selezionata tra i 25 Young Leaders è un riconoscimento importante, ma soprattutto rappresenta un’opportunità per dare ancora più forza al progetto e al territorio che lo ospita».
Chamois non è solo il paese senza automobili
Per Sofia, però, il vero successo sarà quello che arriverà nel tempo.
«Mi piacerebbe che tra qualche anno Chamois fosse conosciuto non soltanto per la sua bellezza eper essere un paese senza automobili, ma anche come un luogo dove si fa ricerca scientifica, dove sisperimentano nuovi modelli di conservazione e dove i giovani possono scegliere di vivere e lavoraresenza rinunciare alle proprie ambizioni».
Una visione che racconta come ricerca scientifica e territorio possano crescere insieme, dimostrandoche anche un piccolo comune alpino può diventare un luogo capace di attrarre giovani laureati,professionisti e collaborazioni internazionali.
Da Chamois al mondo e ritorno.
(simone cecchetto)
