Legge sul fine vita, Lovignana: «Rischia di essere una sconfitta, non si è in grado di garantire cure palliative»
Il Vescovo di Aosta, Franco Lovignana, è intervenuto dopo l'approvazione della legge sul fine vita in Veneto, non disdegnando una tirata di orecchie alla politica, ma anche alla chiesa
«La legge sul fine vita rischia di essere una sconfitta, perché non siamo capaci di assicurare le cure palliative necessarie nei momenti di difficoltà».
Nell’ambito della presentazione degli orientamenti pastorali, prende posizione il Vescovo di Aosta, Franco Lovignana, alla luce dell’approvazione della legge sul fine vita da parte della Regione Veneto.
Fine Vita: «Rischia di essere sconfitta»
Sollecitato in materia di fine vita, Monsignor Franco Lovignana ha esplicitato quanto detto dalle conferenze episcopali delle quattro regioni che hanno deliberato in materia.
«Ciò che viene visto come un momento di progresso e attenzione alla persona, rischia di essere una sconfitta, forse non siamo capaci di assicurare vicinanza e accompagnamento alle persone che vivono situazioni difficili – ha analizzato Franco Lovignana -. Come chiesa e società civile non riusciamo evidentemente a fornire le cure possibili e necessarie in quei momenti, le cure palliative».
Il Vescovo di Aosta tira le orecchie anche alla politica.
«Forse la politica, locale e nazionale, prima di pensare al fine vita, dovrebbe impegnarsi a far sì che le cure siano davvero accessibili a tutti in tutte le situazioni – ha aggiunto il Vescovo -. A livello di Conferenza episcopale, infatti, è emerso che alcune aree del paese sono quasi del tutto scoperte da questo punto di vista».
Lovignana fa poi un appello.
«Bisogna fare attenzione non alle sirene del momento (leggasi legge sul fine vita, ndr.) quanto ai valori più profondi che legano le persone alla vita – ha concluso -. Bisogna aiutare a riscoprire il valore della vita sempre e comunque, rendendo possibile affrontarla anche in situazioni difficili».
(alessandro bianchet)
