Prosecco Doc: in Corea del Sud vendite +9,8% nei primi 4 mesi
Milano, 9 set. (askanews) – Le vendite del Prosecco Doc in Corea del Sud sono cresciute del 9,8% tra gennaio e aprile 2026, confermando l’interesse della Denominazione per un mercato che il Consorzio considera strategico per il proprio sviluppo. Su questa dinamica si innesta “Uncorking Prosecco Doc 2026”, la campagna avviata a Seoul il 31 agosto e in programma fino al 13 settembre, con sei Cantine italiane, oltre 35 tra ristoranti e bar, quattro masterclass e collaborazioni con il mondo dell’arte e della moda.
“La Corea del Sud si conferma un mercato dinamico e potenzialmente strategico per la nostra Denominazione” ha dichiarato il presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco Doc Giancarlo Guidolin, spiegando che “con la campagna ‘Uncorking Prosecco Doc 2026’ puntiamo a consolidare questo posizionamento e ad ampliare ulteriormente le nostre opportunità commerciali e distributive”. L’iniziativa porta così il Prosecco Doc direttamente a tavola, confrontandolo tanto con la cucina italiana quanto con quella coreana e con abitudini gastronomiche molto diverse da quelle del suo territorio d’origine Le Cantine coinvolte sono Biasiotto, La Gioiosa, La Marca, Serena Wines 1881, Tenuta Santomè e Torresella.
Tra i locali coinvolti figura Won Grandma Bossam, marchio nato a Seoul nel 1975 e specializzato nel bossam, preparazione coreana a base di maiale servita con kimchi e altri contorni, oggi presente con oltre 200 punti vendita nel Paese. Partecipa anche Bistro Anthro, guidato dalla chef Areum Yoon, conosciuta dal pubblico coreano per la partecipazione a “MasterChef Korea 1”, “Culinary Class Wars 2” e “MasterChef Asia 2026” e già protagonista della “Prosecco Doc Chef Residency Corea”, svoltasi a Milano nel luglio scorso. Tra gli chef figurano inoltre Jang Hanyi e Choi Ji Hyung, entrambi concorrenti di “Culinary Class Wars”. Choi Ji Hyung guida Leebukbang, ristorante dedicato alla cucina coreana e in particolare alle tradizioni gastronomiche del Nord della penisola, inserito nella Guida Michelin. La presenza di cuochi con percorsi e linguaggi diversi amplia il lavoro sugli abbinamenti e permette alla Denominazione di misurarsi con ingredienti, tecniche e consuetudini lontani dalla cucina italiana.
Il programma ha previsto quattro masterclass rivolte a sommelier, buyer, operatori della ristorazione e professionisti del settore. Gli incontri, guidati da Sungjin Kwak, Miyeon Hong, Luke Kim e Jaejun Kim, approfondiscono le caratteristiche del Prosecco Doc e le sue possibilità di abbinamento. Le sessioni hanno coinvolto Mishmash, ospitato in un tradizionale hanok coreano, CMB Wine Experience, JL Dessert Bar e Negroni Seoul.
La campagna attraversa una parte ampia della ristorazione cittadina. Oltre alle realtà già citate partecipano Bellissimo, Borgo Hannam, Cheongdam Manok, Dining Oeun, EggAndFlour, Entrée by Novotel Ambassador Gangnam, GoBangChae, HanYi Seoul, Jinjak Kakii, JL Dessert Bar, Jumbo Seafood, JustCo Park One, Le Glass, Mishmash, Namag Sanghoe, Negroni Seoul, Ollipepe con le sedi di Gangnam, Gwanghwamun, Pangyo e Yeouido, Perbacco, Leebukbang, Sanho, Seoul Club, Shawnino, Solen, Soul Hanwoo con le sedi di Mapo e Yeoido, TAA, The Kitchen Il Forno a Gwanghwamun e Yeoksam Centerfield, Truffle d’Alba e Wonhalmoni Bossam.
Accanto alla ristorazione, il Consorzio ha esteso la presenza della Denominazione a contesti culturali e creativi. Il primo settembre il Prosecco Doc ha partecipato a “Italy at Frieze Seoul – The Golden Trace”, iniziativa organizzata dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura in occasione di Frieze Seoul, manifestazione internazionale dedicata all’arte contemporanea. La Denominazione sarà inoltre nuovamente sparkling wine partner della terza edizione di “Milan Loves Seoul”, progetto dedicato allo scambio tra Italia e Corea del Sud nell’ambito della Seoul Fashion Week. La partecipazione prevede degustazioni, incontri professionali e attività rivolte a buyer, stampa e operatori del settore, allargando il lavoro del Consorzio oltre gli ambiti strettamente enologici e della ristorazione.
