Trail: Elisabetta Negra detta legge in Canada e vince la 65 km dell’UTHC
Elisabetta Negra in Canada
SPORT
di Davide Pellegrino  
il 13/09/2026

Trail: Elisabetta Negra detta legge in Canada e vince la 65 km dell’UTHC

Prestigioso risultato della portacolori del Team Inrun nella mitica competizione nord americana nella quale ha messo in fila le padrone di casa Marie-Noel Labrecque e Alexandra Desjardins

Colpaccio internazionale di Elisabetta Negra.

La talentuosa classe 1986 dell’Inrun, già terza assoluta al Tor des Géants, ha vinto la 65 km dell’Ultra-Trail Harricana du Canada.

L’evento (qui tutte le classifiche) prevedeva 14 competizioni e ha richiamato al via atleti oltre 7.500 atleti da tutto il mondo.

Elisabetta Negra vince la 65 km dell’UTHC

La Mestrina Volante di Issime era inizialmente iscritta alla 125 km, ma un infortunio al ginocchio rimediato in allenamento l’ha costretta a cambiare i piani.

La valdostana ha così puntato sulla 65 km con 1.739 metri di dislivello positivo che ha visto al via 450 concorrenti.

Negra ha dettato legge, trionfando in 7h30’40”, facendo segnare un ottimo 15° crono assoluto.

A completare il podio ci hanno pensato le canadesi Marie-Noel Labrecque (7h42’43”) e Alexandra Desjardins (7h43’50”).

Tra gli uomini ha trionfato il canadese Mathieu Martel in 6h12’22”.

Il podio maschile e femminile della 65 km

Elisabetta Negra: «Peccato non aver corso la 125K, ma anche il piano B non è stato male»

«Avrei dovuto correre la gara regina dell’Ultra-Trail Harricana du Canada, ma una brutta caduta in allenamento mi ha messo ko il ginocchio – racconta Negra -. Prima di partire non riuscivo neanche a correre, poi pian piano il ginocchio si è sbloccato, però non ho voluto azzardare a correre tutti i 125 km e ho fatto bene, perché 3 settimane senza allenamenti si sono fatte sentire tutte. Sono comunque super contenta di aver partecipato a questo evento, ho trovato un percorso molto diverso dalle nostre montagne, meno dislivello, ma sentieri tecnici, infangati e molto esigenti, ho attraversato boschi meravigliosi e ho visto laghetti stupendi. Sarebbe stato bello mettersi in gioco sulla 125 km dove c’era un bel livello, ma anche il piano B non è stato male».

(d.p.)

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