Aosta, Centro antidiscriminazioni: 147 interventi in 18 mesi, «discriminazioni spesso invisibili»
La prima progettualità di 18 mesi si è conclusa ma i volontari dell'associazione Arcigay Queer VdA manterranno il servizio di accoglienza e sportello in forma volontaria a partire dal 5 ottobre
Aosta, Centro antidiscriminazioni: 147 interventi in 18 mesi, «discriminazioni spesso invisibili».
I 18 mesi della prima progettazione del Centro antidiscriminazioni Valle d’Aosta si sono conclusi, ma i volontari dell’associazione Arcigay Queer VdA André Zanotto, dal 5 ottobre, manterranno il servizio di accoglienza e sportello in forma volontaria 8 ore alla settimana (lunedì e mercoledì 16-18, martedì 9.30-11.30 e giovedì 18.30-20.39).
Si è infatti concluso la progettazione di un anno e mezzo realizzata con il contributo dell’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali, nata per monitorare il fenomeno delle violenze e delle discriminazioni contro la comunità queer e che supporta e sostiene le persone vittime di discriminazione per identità di genere o orientamento sessuale.
Nuovo bando Unar per una progettazione di 24 mesi
«Abbiamo ripresentato il nostro progetto al bando finanziato dall’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali, valido per 24 mesi e siamo in attesa di sapere se verrà approvato» ha detto il presidente di Arcigay Queer VdA André Zanotto e coordinatore del Centro Giulio Gasperini.
18 mesi di attività: numeri ma non solo
Oggi pomeriggio, il coordinatore ha tracciato il bilancio di 18 mesi di attività.
Accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno sono stati forniti a 57 persone che si sono rivolte al Centro.
147 sono stati gli interventi, 115 le richieste di informazioni.
«Numeri che sono vite, famiglie, sofferenze, vittime spesso di una discriminazione invisibile, per esempio quella economica o vittime di micro discriminazioni e micro violenze che lasciano tracce pesanti nella storia personale» ha detto Gasperini.
In 18 mesi, il Centro ha concretizzato 147 sportelli e giornate a porte aperte, oltre a una giornata promozionale.9 sono state le formazioni interne, 5 le supervisioni e 7 le formazioni esterne, «a chi ha richiesto il nostro intervento – precisa Gasperini – per esempio il personale del Centro per l’impiego, le assistenti sociali, alcune cooperative sociali».
Chi si è rivolto al Centro antidiscriminazioni
Chi si è rivolto al Centro lo ha fatto per discriminazioni per l’orientamento sessuale (37), identità di genere (14), 11 persone hanno chiesto supporto legale, 7 supporto lavorativo, 11 supporto alle genitorialità e 19 supporto socio-sanitario.
Il Centro ha coinvolto 15 volontari e 27 professionisti e professioniste.
Si è arricchita anche la biblioteca di Centre Nous, ben 475 libri da consultare o prendere in prestito.
Il Centro antidiscriminazioni luogo politico, non partitico
Gasperini ha sottolineato anche i 18 mesi di progettualità diventati presidio nel quartiere, «ci siamo in qualche modo infiltrati al quartiere Dora, nello spazio del centro anziani che ci ha ben accolti, in questi locali dove al venerdì si cuciono le pigotte e si gioca a burraco».
«Siamo luogo politico, non partitico – ha puntualizzato Gasperini – dove le istanze delle persone vengono accolte, non solo con una pacca sulla spalla ma diventano azioni da portare avanti in un orizzonte che appare oscuro».
Gasperini ha parlato di «una contemporaneità che per la comunità lgbtqia+ fa spavento, con una contrazione dei diritti che vediamo non solo nella comunità lgbtqia+ ma anche per le donne
Ronny Borbey e Giulio Gasperini
e per le persone con disabilità. Da persona queer, vi dico che si vive nel terrore».
La progettualità di 18 mesi ha avuto come partner le cooperative L’Esprit à l’Envers e La Sorgente oltre al sostegno del Comune di Aosta – che ha concesso l’utilizzo dei locali – e del Celva.
«Il Celva sostiene e continuerà a sostenere Centre Nous così come ha fatto con Aosta Pride – ha spiegato il sindaco di Charvensod Ronny Borbey in rappresentanza del Celva -. I nostri Comuni non sarebbero attrezzati non tanto in termini di risorse quanto di competenza per sostenere e indirizzare le persone nella giusta direzione. Bello che il Cad sia in mezzo alle case, nel quartiere e non in centro ad Aosta, ma in una autentica dimensione di vita comunitaria».
Altro partner della progettualità del Centro antidiscriminazioni è l’azienda Usl.
Silvia Magnani e Giulio Gasperini
La direttrice della Struttura complessa Malattie Infettive Silvia Magnani ha fatto riferimento ai test sierologici somministrati fuori dall’ospedale per la ricerca di eventuali malattie sessualmente trasmissibili, «test pungidito anonimi» e confermato «la volontà di collaborare con il Centro per la prevenzione, l’informazione e la diagnosi precoce».
Jean Frassy
La vice sindaca di Aosta Valeria Fadda ha ribadito la soddisfazione dell’amministrazione comunale per aver concesso la sede «presidio di cittadinanza attiva e che ha favorito con l’incontro, ad esempio, con le signore che il venerdì fanno il cucito per le pouette dell’Unicef e la partecipazione al tavolo delle risorse del quartiere».
Il neo presidente della cooperativa L’Esprit à l’Envers Jean Frassy ha posto l’accento «sul proficuo lavoro dell’associazione e delle due cooperative sociali coinvolte».
(cinzia timpano)
