Cantiere Cultura, dieci linee per ripensare la cultura valdostana
ConneXions la performanche che ha chiuso l'evento di restituzione del percorso Cantiere Cultura
CULTURA
di Erika David  
il 25/09/2026

Cantiere Cultura, dieci linee per ripensare la cultura valdostana

L'evento ConneXions, chiude con una performance partecipativa, il percorso di dialogo e confronto per delineare il manifesto che dovrà guidare le politiche culturali della Valle d'Aosta dal 2027 al 2036

Quattro temi e dieci linee per ridisegnare la cultura valdostana.

È il manifesto che arriva da 17 mesi di confronto con il territorio e che dovrà guidare le politiche culturali della Valle d’Aosta dal 2027 al 2036.

Dal superamento della frammentazione alla necessità di fare rete, passando per accessibilità, innovazione e programmazione di lungo periodo.

Diciassette mesi di ascolto per cambiare il passo alla cultura valdostana

A Palazzo regionale, ad Aosta, l’evento ConneXions ha chiuso, venerdì 25 settembre, il percorso partecipativo Cantiere Cultura, avviato dalla Regione per raccogliere idee, criticità e proposte in vista delle nuove Linee strategiche per le politiche culturali del prossimo decennio.

Un percorso che ha coinvolto 177 persone e 77 enti, dopo una prima mappatura che ha interessato oltre 600 interlocutori.

Il lavoro, accompagnato dalla cooperativa Pares di Milano e affiancato dalla piattaforma regionale VdA Partecipa, ha attraversato il territorio attraverso quattro incontri e altrettanti grandi temi: risorse e potenzialità, sviluppo e innovazione, alleanze e intrecci, accessibilità e partecipazione.

Nora Demarchi, Laura Montani, Marco Cau, Maria Piccio

Superare la cultura a compartimenti

Dal confronto è emersa soprattutto una richiesta: superare la frammentazione e la logica del breve periodo.

Per l’assessore Erik Lavevaz il documento rappresenta una base sulla quale costruire la politica culturale dei prossimi anni, partendo da un metodo fondato sull’ascolto del territorio.

«Ascoltare non significa delegare, ma provare a fare meglio» ha sottolineato Lavevaz, trasformando il confronto in scelte politiche e in azioni concrete. Tra gli obiettivi indicati, una programmazione di più lungo respiro e una visione meno settoriale, capace di mettere in rete il patrimonio valdostano.

Quattro grandi sfide

Il lavoro di sintesi ha portato a quattro macroaree e dieci linee strategiche presentate dalla Soprintendente ai beni culturali, Laura Montani: innovazione e conoscenza; rafforzamento del sistema culturale come fattore di sviluppo; accessibilità; governance e programmazione di lungo periodo.

La prima punta su un sistema culturale capace di evolversi e sulla raccolta di dati per comprendere meglio la forza e gli effetti delle politiche adottate.

La seconda insiste sulla necessità di un sistema integrato e sostenibile, con una programmazione più coordinata e una maggiore capacità di fare rete, anche valorizzando il ruolo del volontariato.

Sul fronte dell’accessibilità, l’obiettivo è portare la cultura a tutti, abbattendo barriere fisiche, economiche e cognitive.

Infine, la governance dovrà consentire una programmazione stabile e trasversale, in dialogo anche con turismo e altri settori.

«Non trasformiamo la cultura in un eventificio»

Dal territorio è arrivato anche un invito a cambiare prospettiva. Matilde Beuchod, della biblioteca di Gressoney, ha posto il tema di come trasformare la programmazione culturale in uno strumento di costruzione della comunità, mentre la dirigente Viviana Vallet ha messo in guardia dal rischio che la cultura diventi un semplice «eventificio», soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.

Il problema, è stato sottolineato, non è organizzare meno eventi, ma razionalizzarli e definire nuovi criteri di valore, affiancando agli appuntamenti di richiamo una relazione continuativa con le comunità locali.

Biblioteche, partecipazione e accessibilità diventano così strumenti per fare della cultura una parte stabile della vita quotidiana.

Cultura e turismo, ma non solo

Il rapporto con il turismo è stato uno degli altri fili conduttori del confronto. Stefano Debernardi ha sottolineato la necessità di mettere in relazione cultura e turismo senza ridurre la prima a semplice intrattenimento, evidenziando anche il problema dell’impatto dei flussi sulle comunità locali. L’obiettivo indicato è una maggiore integrazione dell’offerta, anche attraverso una rete culturale più ampia.

Ma cultura significa anche lavoro ed economia. Alessandra Miletto, direttrice della Film Commission, ha richiamato le opportunità occupazionali legate al settore, mentre Nathalie Dufour ha sottolineato la necessità di valorizzare le professionalità esistenti e il potenziale di indotto, nuove imprese e nuovi progetti.

Ora bisogna passare dalle idee alle azioni

Per la Soprintendente Laura Montani,  il percorso ha restituito l’immagine di una Valle «culturalmente dinamica», ricca di competenze e patrimoni, ma consapevole delle sfide da affrontare.

Il documento finale, con le dieci linee strategiche organizzate nelle quattro macroaree, è ora una base di lavoro.

L’assessore Lavevaz ha chiarito che dovrà essere esaminato dalla Giunta regionale e tradotto nei prossimi mesi in programmi e azioni concrete, coinvolgendo anche altri assessorati sui temi trasversali.

Il Cantiere, dunque, non si chiude davvero con ConneXions. «Il percorso non si conclude oggi», ha sottolineato Lavevaz: l’obiettivo è trasformare il metodo del confronto con il territorio in una modalità stabile di costruzione delle politiche culturali.

Cantiere Cultura: ascolto, confronto e partecipazione

L’incontro si è concluso con una suggestiva performance ideata da Enrico Montrosset, nella quale la danzatrice Francesca Cinalli, in collaborazione con l’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna, ha restituito attraverso il linguaggio dell’arte il significato più profondo di Cantiere Cultura: un percorso fondato sull’ascolto, sul confronto e sulla partecipazione.

Un momento simbolico, sulla Place Deffeyes, che ha tradotto in gesto e movimento lo spirito collettivo che ha accompagnato l’intero processo di costruzione delle future politiche culturali regionali.

(erika david)

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