Miele valdostano, produzione di qualità ma venderlo è sempre più difficile
La Sagra di Châtillon torna dal 23 al 25 ottobre con 167 campioni al 32° Concorso regionale, gli apicoltori: «Il prezzo è fermo da dieci anni, il mercato è cambiato»
Il miele valdostano è buono, spesso eccellente, ma venderlo è diventato più complicato.
Tra importazioni a prezzi concorrenziali, consumatori poco informati e cambiamenti nelle richieste del mercato, anche un prodotto di qualità come quello di montagna deve fare i conti con nuove difficoltà. E se il caldo anticipa le fioriture e accorcia i tempi della raccolta, agli apicoltori tocca correre ai ripari.
È il quadro emerso dalla presentazione della 23ª Sagra del miele e dei suoi derivati, in programma a Châtillon da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, che sarà anche l’occasione per celebrare la qualità delle produzioni valdostane con il 32° Concorso regionale dei mieli.
Un’annata positiva, ma il clima cambia i tempi
Il bilancio della stagione apistica 2026 è complessivamente positivo, con mieli di qualità elevata, ma non sono mancati gli ostacoli. La primavera è partita in anticipo e le temperature elevate hanno accelerato le fioriture di rododendro, tiglio e castagno, anticipando la raccolta e costringendo gli apicoltori ad adattarsi rapidamente.
«La siccità ha imposto lavoro in più e costi di produzione aggiuntivi» osserva Livio Carlin, tecnico apistico della Regione.
«Ci siamo salvati perché siamo in montagna, ma il caldo non fa bene alle fioriture, che sono durate pochissimo».
A fare la differenza è stato anche lo spostamento degli alveari in quota: circa l’80% degli apicoltori ha praticato il nomadismo, trasferendo le api dove le condizioni erano più favorevoli. Chi non lo ha fatto ha dovuto affrontare maggiori difficoltà.
«La stagione produttiva si è chiusa con un paio di settimane di anticipo – spiega Denise Borbey, presidente del Consorzio Apistico della Valle d’Aosta -. Le alte temperature hanno accelerato i tempi e le fioriture si sono esaurite prima del previsto. Per i mieli monoflora è un problema, perché bisogna riuscire a intercettare la fioritura giusta».
Le api, del resto, sono importanti bioindicatori dello stato dell’ambiente. Anche l’anticipo delle raccolte di polline, già all’inizio della primavera con raccolte su nuove fioriture di meli e ciliegi, racconta un calendario naturale sempre più condizionato dal cambiamento climatico.
Il concorso: 167 campioni e 73 apicoltori
Il favo di un’arnia
La qualità sarà al centro del 32° Concorso regionale dei mieli, organizzato dall’assessorato regionale dell’Agricoltura e Risorse naturali. Sono 73 gli apicoltori partecipanti, con 167 campioni consegnati, numeri in linea con quelli degli anni scorsi.
«Abbiamo effettuato 512 analisi chimico-fisiche e 167 analisi melissopalinologiche, che attraverso lo studio dei granuli di polline permettono di determinare l’origine botanica del miele e verificarne la classificazione, in particolare per le varietà monoflora», illustra Anaïs Piccot, dirigente della Struttura Consorzi di miglioramento fondiario, consorterie e produzioni vegetali presso il Dipartimento Agricoltura e Risorse Naturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
Sei le categorie in gara.
La più rappresentata è quella dei millefiori, con 100 campioni: 50 di alta montagna, prodotti oltre i 1.200 metri, e 50 di miele di montagna, raccolti al di sotto di questa quota. Seguono il rododendro con 18 campioni, il tiglio con 12, il tarassaco con 11, il castagno con 8 e il miele di melata con 3. Anche quest’anno sono presenti alcuni campioni di miele di lampone.
I mieli saranno valutati il 16 e il 17 ottobre da una commissione di 14 assaggiatori, nove dei quali provenienti da fuori Valle, tra cui una giudice spagnola. Per ottenere il riconoscimento occorrerà raggiungere almeno 75 punti su 100. I risultati delle analisi saranno inoltre condivisi con gli apicoltori, così da offrire loro strumenti utili per migliorare ulteriormente le produzioni.
La premiazione è in programma domenica 25 ottobre alle 10.30 nella sala don Paolo Chasseur.
Uno dei banchi alla Sagra del Miele di Châtillon
Prezzi fermi e concorrenza: la sfida della vendita
Se la qualità non manca, è il mercato a preoccupare il settore. «Una volta si vendeva tutto, oggi non è più così facile – ammette Borbey -. Il prezzo del miele è fermo da dieci anni, mentre i costi di produzione sono aumentati. Abbiamo dato indicazione ai produttori di non vendere il prodotto a meno di 14 euro al chilo».
A pesare è anche la concorrenza dei mieli d’importazione, spesso venduti a prezzi molto più bassi. «A livello nazionale c’è un problema di concorrenza, talvolta sleale, che rende difficile emergere sul mercato», aggiunge Carlin.
In Valle d’Aosta la produzione trova ancora uno sbocco soprattutto nel consumo locale e nel turismo, ma gli equilibri stanno cambiando. Secondo Borbey, circa il 70% degli operatori produce principalmente per l’autoconsumo, mentre il restante 30% potrebbe rivolgersi anche a mercati esterni, sebbene le dimensioni ridotte delle aziende rendano difficile un’espansione commerciale.
«La formula produco e vendo non funziona più come una volta: sono cambiate le richieste e i gusti del mercato. C’è poca conoscenza del miele e molti esercenti preferiscono quello della grande distribuzione che non cristallizza».
Una difficoltà culturale, oltre che economica, perché la cristallizzazione è un fenomeno naturale che non compromette la qualità del miele. «La nostra capacità è vendere a chilometro zero anche a tanti turisti, non soltanto ai valdostani», sottolinea l’assessora regionale all’Agricoltura Speranza Girod. Una parte importante della produzione, infatti, lascia comunque la Valle attraverso gli acquisti dei visitatori.
La Sagra del Miele di Châtillon
La Sagra del Miele: tre giorni tra degustazioni, scuole e territorio
La Sagra del miele vuole essere proprio una vetrina per far conoscere il lavoro degli apicoltori e le caratteristiche dei prodotti locali. «Per noi è il momento clou, quello in cui i visitatori possono incontrare i produttori e conoscere il miele genuino del territorio», evidenzia Borbey.
Il programma prenderà il via venerdì 23 ottobre con le attività didattiche per le scuole, che potranno visitare anche il convento dei frati cappuccini. Alle 19.30, all’École Hôtelière di Châtillon, è prevista la cena a buffet Il miele e la luna, realizzata dagli allievi dell’École Hôtelière.
«Per la scuola è un momento di restituzione e di didattica – spiega Jeannette Bondaz, presidente della Fondazione per la formazione turistica di Châtillon -. I ragazzi lavorano sulla valorizzazione della materia prima in cucina e imparano a presentare il prodotto in sala. È un’opportunità per crescere professionalmente».
Sabato 24 ottobre, alle 10.30, spazio al talk Le Città del Miele, dedicato al 25° anniversario dell’associazione, all’apiturismo e alle prospettive del settore, con un approfondimento su biodiversità, cambiamenti climatici e rischi per gli impollinatori. Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18, torna Château-Miel al Castello Gamba: visite guidate alle opere esposte, degustazioni di mieli valdostani e assaggi preparati dagli allievi dell’École Hôtelière, in abbinamento a vini e prodotti Dop regionali.
Il borgo di Châtillon durante la Sagra del Miele
Domenica la sagra entra nel vivo
Domenica 25 ottobre sarà la giornata centrale della manifestazione. Dalle 10 alle 18, via Chanoux, via Tollen e piazza Volontari del Sangue ospiteranno gli stand degli apicoltori e degli espositori, con miele e prodotti dell’alveare in vendita.
Alle 10 è prevista la sfilata inaugurale con apicoltori, autorità, bambini e Corps Philharmonique de Châtillon. Mezz’ora dopo, la premiazione del Concorso regionale dei mieli. Durante la giornata sarà possibile visitare anche la nuova sede del Museo del Miele, in piazza Duc, partecipare ai laboratori per bambini dedicati alla realizzazione di un balsamo per le labbra al miele e prendere parte alle degustazioni guidate gratuite, su prenotazione.
Più di 50 sono già gli espositori iscritti che non appartengono direttamente al settore apistico. Un dato che conferma la capacità della manifestazione di coinvolgere attività e realtà diverse, rafforzando il legame tra Châtillon e le produzioni del territorio.
«Negli anni Châtillon si è affermata come Città del Miele, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, scuole e volontari», ricorda Carla Rore, assessora comunale. Un appuntamento che, oltre a celebrare il prodotto, punta a raccontare il lavoro necessario per portarlo sulle tavole e l’importanza delle api per l’equilibrio degli ecosistemi.
Il programma completo della Sagra del miele è disponibile a questo link.
(erika david)
