Carcere di Brissogne: Franco Brinato è il nuovo direttore sanitario
Il dottor Franco Brinato, dal 2 novembre assumerà l'incarico di direttore sanitario della casa circondariale di Brissogne
CRONACA, Salute
di Cinzia Timpano  
il 27/10/2026

Carcere di Brissogne: Franco Brinato è il nuovo direttore sanitario

La nomina è arrivata dopo le dimissioni del dottor Antonio Trogu; la situazione dell'assistenza infermieristica è esplosiva, anche con turni lasciati scoperti

Carcere di Brissogne: Franco Brinato è il nuovo direttore sanitario.

Il dottor Franco Brinato, direttore della Struttura complessa Residenzialità anziani è il nuovo direttore sanitario della casa circondariale di Brissogne.

Prenderà servizio lunedì 2 novembre e subentra al dottor Antonio Trogu che si è dimesso nei giorni scorsi.

La situazione dell’assistenza infermieristica in carcere è esplosiva, con turni lasciati scoperti.

Lo stesso direttore sanitario dimissionario, la scorsa settimana, aveva dovuto coprire un turno notturno rimasto scoperto.

Criticità di lungo corso

L’azienda Usl scrive di «criticità che hanno interessato recentemente il servizio infermieristico, della cui erogazione è incaricata la ditta appaltatrice CM Service, con difficoltà nella copertura dei turni e tensioni legate all’organizzazione del lavoro».

Non si tratta di difficoltà recenti, Gazzetta Matin ha più volte documentato, l’ultima poco più di un mese fa, della situazione disastrosa alla casa circondariale.
Turni doppi, condizioni di lavoro insostenibili e rischio burn out altissimo, con una situazione che da anni va avanti a suon di emergenze, imprevisti e turni lasciati scoperti.
Nel frattempo, il direttore sanitario si è dimesso, un’infermiera è stata licenziata e i sindacati hanno convocato un’assemblea per venerdì 30 e l’ipotesi sciopero non è così remota.

Il commento del direttore sanitario dell’azienda Usl

«I problemi sono noti da tempo e purtroppo comuni ad altri istituti carcerari. Con questa nomina viene assicurata la continuità nella regia degli interventi sanitari. Ma non dimentichiamo che l’ottima predisposizione al servizio del dottor Trogu ci ha consentito di finalizzare protocolli che erano fermi da tempo così come soluzioni concrete ai problemi dell’operatività quotidiana» commenta il direttore sanitario dell’azienda Usl Mauro Occhi, riferendosi ad esempio al Protocollo di prevenzione suicidi, previsto nel patto di collaborazione con il ministero dell’Interno e siglato con la direzione del carcere.

Le parole della direttrice del carcere

«La nomina del dottor Brinato – spiega Claudia Piscione Kivel Mazuy, direttrice della casa circondariale di Brissogne – rappresenta un importante elemento di continuità nel percorso di collaborazione istituzionale avviato con l’azienda Usl, che ha consentito di affrontare congiuntamente criticità organizzative e assistenziali e di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela della salute delle persone detenute.

Desidero esprimere un sincero ringraziamento al dottor Trogu per il lavoro svolto e al dottor  Occhi per la costante disponibilità al confronto e alla ricerca di soluzioni condivise.
Sono certa che con il dottor Brinato proseguiremo questo percorso, nella consapevolezza che un’assistenza sanitaria efficace e continuativa costituisce un elemento essenziale non soltanto per la tutela dei diritti delle persone detenute, ma anche per il buon funzionamento e la sicurezza dell’Istituto».

La nuova gara d’appalto

Rispetto all’appalto per garantire il servizio sanitario all’interno della casa circondariale, l’azienda Usl sta portando avanti le procedure per il nuovo affidamento del servizio.

Il termine per la presentazione delle offerte della nuova gara d’appalto è fissato al 26 novembre 2026.

L’azienda prevede di procedere all’aggiudicazione entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di consentire l’avvio del servizio da gennaio 2027.

«Il nuovo affidamento rappresenta un passaggio che auspichiamo significativo nel percorso di consolidamento dell’assistenza infermieristica penitenziaria, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità organizzativa, continuità nella copertura dei turni e una risposta adeguata ai bisogni sanitari delle persone detenute» scrive l’azienda.

«Le difficoltà nella gestione dell’assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari non rappresentano una peculiarità della realtà valdostana, ma si inseriscono in un quadro nazionale caratterizzato da importanti complessità organizzative e assistenziali.

«Comprendiamo come le difficoltà possano preoccupare i cittadini e chi li rappresenta – continua il dottor Occhi – ma non posso che sottolineare il clima di collaborazione e comunicazione costante che è stato stabilito con la direttrice del Carcere, titolare di un incarico gravoso e alle prese con le note difficoltà nel reperire le risorse necessarie.
Ringrazio il Dottor Brinato per la disponibilità dimostrata. Attraverso la sua famigliarità con contesti difficili assicureremo la necessaria regia negli interventi di protezione e tutela dei detenuti».

La popolazione detenuta presenta frequentemente condizioni di particolare fragilità sanitaria e sociale, con una significativa presenza di patologie croniche, problematiche di salute mentale, dipendenze e situazioni di vulnerabilità che richiedono percorsi di cura multidisciplinari e una stretta integrazione tra assistenza sanitaria e amministrazione penitenziaria.

«A rendere ulteriormente complessa l’organizzazione dei servizi contribuiscono le difficoltà di reperimento di professionisti sanitari disponibili a operare in ambito penitenziario, comprese le figure chiamate ad assumere la direzione sanitaria degli istituti» scrive l’azienda Usl in una nota, ribadendo «il proprio impegno a garantire il diritto alla salute delle persone detenute, nella consapevolezza che la qualità della sanità penitenziaria rappresenta un indicatore importante della capacità del sistema sanitario pubblico di prendersi cura anche delle persone che vivono nelle condizioni di maggiore fragilità».

Non solo l’aspetto dell’assistenza sanitaria ma anche dubbi sull’aspetto igienico-sanitario: proprio ieri l’Osapp ha denunciato dubbi sulla potabilità dell’acqua chiedendo una verifica immediata e segnalando anche un black out all’interno dell’istituto.

(re.aostanews.it)

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