Testolin decaduto, Avs: «il 4° mandato illegittimo e irresponsabile»
La capogruppo di Avs in Consiglio regionale, Chiara Minelli sottolinea: «questa situazione di instabilità si sarebbe potuta evitare»
«La legge è chiara: il quarto mandato non poteva essere fatto. Averlo fatto non solo è illegittimo, ma anche irresponsabile». A parlare è Chiara Minelli, capogruppo di Avs in Consiglio regionale, che esprime soddisfazione per la conferma della sentenza di primo grado del Tribunale di Aosta da parte della Corte d’Appello di Torino, ma anche amarezza «per questa situazione di difficoltà e instabilità che si sarebbe potuta evitare».
«La sentenza ha ribadito che esistono principi di legalità che vanno rispettati», aggiunge Minelli.
I dubbi sollevati già due anni fa
La consigliera ricorda che esattamente due anni fa, il 15 ottobre 2024, lei e Erika Guichardaz (Progetto Civico Progressista/Avs) avevano presentato all’allora presidente del Consiglio regionale, Alberto Bertin, una richiesta di parere formale e di analisi interpretativa sull’applicazione della legge regionale in materia di limiti di mandato per i componenti della Giunta regionale.
«Dopo 45 giorni, il presidente Bertin ci rispose che non riteneva ci fosse la necessità di fare approfondimenti. Solo quest’anno, però, abbiamo saputo che il 18 novembre 2024 le tre massime dirigenti della Presidenza del Consiglio avevano redatto la nota interpretativa», ricorda Minelli.
«Quella nota sosteneva che la legge impediva nuovi incarichi in Giunta al quarto mandato, ma non è stata resa nota né è stata presa in considerazione. Noi abbiamo voluto andare a fondo, abbiamo chiesto un nostro parere e lo abbiamo reso pubblico. Questa sentenza rende giustizia al lavoro delle funzionarie, che non è stato tenuto in considerazione».
Minelli rincara: «Avrebbero avuto tutto il tempo e i numeri per modificare la legge regionale. Noi ci saremmo astenuti, ma loro avrebbero potuto farlo».
Il ricorso di Avs, l’opposizione e la sentenza
«A quel punto – ripercorre Chiara Minelli – abbiamo presentato ricorso e siamo arrivati alla sentenza di primo grado, contro la quale il presidente Testolin si è opposto. Ne aveva il diritto e non lo contestiamo, anche se sarebbe stato più opportuno un passo indietro. Oggi, con la decisione della Corte d’Appello, si chiude una vicenda incredibile».
(erika david)
