Carcere Brissogne: dopo le guardie, anche gli infermieri in stato di agitazione
Situazione sempre più esplosiva all'interno della Casa circondariale valdostana
Non solo quello del personale di polizia penitenziaria: anche il lato sanitario del carcere di Brissogne dichiara lo stato di agitazione. La decisione, secondo quanto ha appreso Gazzetta Matin (in edicola questa mattina) è stata formalizzata oggi dalla FP Cgil.
La scelta di procedere con lo stato di agitazione è maturata dopo l’assemblea con il personale infermieristico della casa circondariale del 30 ottobre.
Insomma, da qualunque punto la si guardi, la situazione è sempre più esplosiva all’interno delle mura del carcere.
Il personale sanitario
Procediamo con ordine. Venerdì 30 ottobre c’è stata l’assemblea del personale sanitario e assistenziale, per analizzare le criticità relative al servizio di assistenza infermieristica. Ciò che ne è emerso è la volontà di dichiarare lo stato di agitazione
«La situazione è davvero complicata, da tempo abbiamo portato avanti iniziative con la direzione generale dell’Usl e c’è stata una riunione alcuni mesi fa – dichiara Eleine Krieger Garcia, segretaria regionale della Funzione Pubblica CGIL -. Abbiamo segnalato le criticità relative alla copertura dei turni, alla disponibilità dei materiali, sicurezza sul lavoro e nella gestione sanitaria dei detenuti. La cooperativa che ha in gestione il servizio (la CM Service, che ha ottenuto la proroga fino alla fine del 2026, quando sarà completata la nuova gara, ndr) è totalmente indifferente alle sollecitazioni del personale sanitario. Ci sono anche difficoltà dal punto di vista retributivo, non vengono pagati gli straordinari e non vengono riconosciute tutte le ore effettuate. Anche per i problemi organizzativi le lavoratrici sono in autogestione, non sanno se i colleghi che devono sostituirli si presenteranno in turno».
Servizio scoperto
Proprio un caso come quest’ultimo è emerso una decina di giorni fa, quando un’infermiera, che aveva un rapporto professionale anche con un’altra struttura, ha lasciato il carcere al termine del proprio turno e il servizio è rimasto scoperto. A mettere una pezza ci ha pensato l’ormai ex direttore sanitario, Antonio Trogu, che ha passato la notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 in carcere e poi ha rassegnato le dimissioni dall’incarico. Al suo posto, oggi, lunedì 2 novembre, prenderà servizio il dottor Franco Brinato.
L’infermiera è stata licenziata dalla cooperativa e il provvedimento è stato confermato.
Insomma, una situazione che ha, per i sindacati, passato il segno. «La situazione è folle – non usa mezzi termini Elena Krieger Garcia -. Abbiamo avuto interlocuzioni con l’azienda sanitaria, la nostra richiesta è che la cooperativa non venga presa in considerazione se dovesse ripresentarsi. L’apertura dello stato di agitazione è il primo passo che può portare anche a uno sciopero».
La polizia penitenziaria
Venerdì, dicevamo, è arrivato lo stato di agitazione del personale della polizia penitenziaria. A proclamarlo, con una nota congiunta, Sappe, Sinappe, PF Uil, FNS Cisl e Fsa Cnpp. Le sigle sindacali chiedono anche un cambio ai vertici dell’istituto di pena (ricordiamo che nuovamente il carcere non ha un direttore titolare e la reggenza è affidata alla dottoressa Claudia Piscione Kivel Mazuy, direttrice a Verbania).
(re.aostanews.it)

