La Chaumière e Le Bourg premiati per i 40 anni del Gambero Rosso
Alessandra Démoz, La Chaumière
Cucina
di Erika David  
il 03/11/2026

La Chaumière e Le Bourg premiati per i 40 anni del Gambero Rosso

La Chaumière di Courmayeur conquista il riconoscimento «Ci tornerei domani», mentre alla trattoria Le Bourg di Fénis va il premio Qualità/Prezzo regionale

Sono i due locali valdostani protagonisti della Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, presentata a Roma il 26 ottobre, in occasione dei quarant’anni della storica pubblicazione gastronomica.

Due riconoscimenti diversi, che valorizzano altrettanti modi di raccontare la cucina valdostana: da una parte l’esperienza di un ristorante in quota, sulle piste di Plan Chécrouit, dall’altra la tradizione di una trattoria ai piedi del castello di Fénis.

La Chaumière, un’esperienza da ripetere

È La Chaumière Gourmand & Bistrot di Courmayeur a ottenere il premio speciale «Ci tornerei domani» per la Valle d’Aosta. Il riconoscimento, introdotto con l’edizione 2027, viene assegnato a un solo indirizzo per regione e premia i locali capaci di lasciare negli ospiti il desiderio di tornare.

Il ristorante di Alessandra Démoz si trova a 1.860 metri di quota, in località Plan Chécrouit, e propone una doppia anima: quella più immediata del bistrot e quella più ricercata del Gourmand. A caratterizzare il progetto sono la cucina legata al territorio, l’attenzione alla qualità delle materie prime e una sala luminosa, affacciata sul paesaggio alpino attraverso grandi vetrate.

Tra i piatti segnalati dalla guida c’è il «Cassoeulotto», un risotto ispirato alla cassoeula, con verza, maiale e midollo, completato da una diplomatica calda allo zafferano e Fontina Dop. Apprezzata anche la selezione di vini e distillati.

«Ricevere proprio questo premio, nell’anno dei quarant’anni del Gambero Rosso, ha per noi un significato speciale – commenta Alessandra Démoz – soprattutto perché la menzione a disposizione per ogni regione italiana era una e ce l’abbiamo fatta!».

La titolare sottolinea anche il valore del lavoro di squadra: «Di una bella giornata al ristorante spesso si dimentica cosa si è mangiato, ma non come ci si è sentiti: è quella sensazione che cerchiamo di regalare ogni giorno a chi sale fin quassù».

Per La Chaumière si tratta di un’ulteriore conferma dopo gli 88 punti e le due forchette ottenuti nella Falstaff Restaurant Guide Italia 2027 e la selezione nella Guida ai migliori mountain club d’Italia, dedicata ai locali in quota.

La Chaumière a Courmayeur

Le Bourg, la qualità incontra il prezzo

Il secondo riconoscimento valdostano porta a Fénis, dove la trattoria Le Bourg si aggiudica il premio Qualità/Prezzo regionale della Guida Ristoranti d’Italia 2027.

Ai piedi del castello, il locale conserva l’atmosfera della trattoria tradizionale, con le proposte del giorno sulle lavagne e il bancone del bar ad accogliere gli ospiti. La cucina interpreta i sapori del territorio con un approccio attento alla materia prima e alle tecniche di preparazione, senza rinunciare alla riconoscibilità dei piatti.

Tra le proposte messe in evidenza dal Gambero Rosso ci sono le tagliatelle al ragù di salsiccetta, il flan di zucca con fonduta di caprino e cialda di segale e la carbonade accompagnata dalla polenta.I

l prezzo medio indicato dalla guida è di 45 euro. Un riconoscimento che premia dunque il rapporto tra qualità della proposta gastronomica e spesa, valorizzando una realtà che fa della tradizione e dell’attenzione alle materie prime i propri punti di forza.

La trattoria Le Bourg a Fénis

Le altre insegne valdostane in guida

La presenza valdostana nella guida non si esaurisce con i due premi. Tra i ristoranti che ottengono le due forchette figurano Aubergine, ristorante dell’Auberge de La Maison (Courmayeur), Gina casa con cucina (Aosta), La Grenette (Aosta), La Clusaz (Gignod), Le Petit Bellevue dell’Hôtel Bellevue (Cogne), Paolo Griffa al Caffè Nazionale (Aosta), Pierre Alexis 1877 (Courmayeur), Vecchio Ristoro (Aosta) e Wood (Cervinia).

Una forchetta va invece a Hakusan, L’Armadillo e La Chaumière, a Courmayeur, e allo Snowflake Restaurant dell’Hôtel Principe delle Nevi (Breuil Cervinia).

Due gamberi sono assegnati alla Trattoria di Campagna (Sarre) e alla Trattoria di Montagna – Le Bar à Vin (Aosta).

Un gambero va a Le Bourg.

Sono segnalati inoltre 1568 dell’Hotel Aethos Monterosa (Champoluc), Le Vigneron (Arvier) e Stefenelli Desk Ristorante (Aosta).

Otto pizzerie valdostane segnalate

Spazio anche alla pizza con la Guida Pizzerie d’Italia 2027, che conferma otto indirizzi valdostani.

Ottengono due spicchi Fuoripista, a Courmayeur, iSaulle, a Quart, La Capanna di Nus, Luppolo e Grano, ad Ayas, e Pizzeggiando, ad Aosta.

Con uno spicchio vengono invece segnalati Dal Fornaro del Castello, a Saint-Pierre, Du Tunnel, a Courmayeur, e Lo Tatà, a La Thuile.

Quarant’anni di cultura gastronomica

I riconoscimenti valdostani arrivano nell’anno in cui il Gambero Rosso festeggia quattro decenni di attività. La storia comincia il 16 dicembre 1986, con un inserto di otto pagine allegato al quotidiano il manifesto, nato dall’intuizione di Stefano Bonilli e da una visione del cibo e del vino come parte integrante della cultura italiana.

Da quella prima pubblicazione il progetto si è trasformato in un sistema che comprende riviste, guide, formazione, televisione ed eventi. La festa del 25 e 26 ottobre alla Nuvola di Roma ha riunito professionisti e protagonisti del settore per celebrare il percorso compiuto e presentare le nuove edizioni delle guide 2027.

(erika david)

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