La Natura entra all’Università: ad Aosta si progetta il benessere con Orizzonte Biofilo
Con il primo incontro di Orizzonte Biofilo ha preso il via un percorso di ricerca-azione che mette in dialogo scienza, architettura e territorio, al centro la rigenerazione degli spazi universitari e il rapporto tra ambiente naturale e qualità della vita
Cosa succede quando scienza, architettura, arte e conoscenza del territorio si incontrano per ripensare i luoghi in cui viviamo? La prima risposta è arrivata giovedì 5 novembre all’Università della Valle d’Aosta, dove una platea trasversale di ricercatori, amministratori, professionisti, studenti e cittadini ha dato il via a Orizzonte Biofilo 2026–2027. Non un progetto con soluzioni già scritte, ma un percorso di ricerca e confronto che parte da una convinzione: il rapporto con la Natura può diventare una chiave per progettare ambienti più accoglienti, rigenerativi e capaci di favorire il benessere.
La Natura come alleata del benessere
Promosso da The First Thursday, Green – Centro di ricerca dell’Università della Valle d’Aosta e Blu Associazione Culturale, con il patrocinio della Regione, il programma mette in relazione competenze differenti per capire come tradurre le conoscenze scientifiche sulla biofilia in criteri utili alla progettazione.
A illustrare le basi scientifiche è stato Giuseppe Barbiero, del Centro Green, che ha presentato gli studi sul rapporto tra ambienti naturali, attenzione, percezione rigenerativa e connessione con la Natura. Le ricerche, condotte anche in ambito scolastico, evidenziano l’importanza di distinguere i benefici immediati dell’esposizione agli ambienti naturali dagli effetti che possono svilupparsi attraverso esperienze continuative.
Non si tratta, dunque, di aggiungere semplicemente del verde agli edifici, ma di comprendere quali caratteristiche degli ambienti e quali esperienze possano contribuire concretamente alla qualità della vita. Il principio è conoscere prima di trasformare, affidando alla ricerca il compito di individuare risultati, limiti e possibilità.
L’area Ovest dell’Ateneo come laboratorio
Uno dei primi terreni di approfondimento sarà l’Area rigenerativa Ovest dell’Università, spazio di relazione tra edifici universitari, percorsi urbani, vita studentesca e paesaggio. Il percorso punta a osservare come viene utilizzata, raccogliere le esigenze della comunità universitaria e individuare possibili margini di miglioramento della qualità ambientale.
Anna Pedemonte, in rappresentanza dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della Valle d’Aosta, ha illustrato il possibile raccordo con le interlocuzioni istituzionali già avviate in vista della futura progettazione dell’area. Le conoscenze raccolte potranno contribuire a definire gli indirizzi per un eventuale concorso di progettazione, senza anticiparne le scelte.
Al confronto partecipa anche il mondo dell’arte, rappresentato da Chicco Margaroli, che ha richiamato il valore del dialogo tra discipline e sensibilità differenti per affrontare la qualità degli spazi nella sua dimensione ambientale, funzionale, estetica e sociale.
Dalla città alla Natura
Accanto all’area universitaria, il programma sviluppa il Percorso Natura, una direttrice di confronto tra Aosta, l’Ateneo e il territorio naturale e rurale circostante.
Marta Anello, del Gal Valle d’Aosta, ha approfondito il ruolo delle connessioni tra sistemi urbani e rurali e dei servizi ecosistemici per la qualità della vita e la tutela delle risorse naturali. Lolita Bizzarri, guida ambientale escursionistica, ha invece posto l’accento sull’esperienza diretta degli ambienti naturali, sull’osservazione del paesaggio e sulla conoscenza della biodiversità.
Una prospettiva che abbraccia anche l’approccio One Health, secondo il quale la salute delle persone è strettamente legata a quella degli ecosistemi. Tra gli strumenti che potranno accompagnare la ricerca figura inoltre il Digital Twin, per esplorare e confrontare possibili scenari di trasformazione.
Quattro appuntamenti nel 2027
Il percorso proseguirà nel 2027 con quattro incontri pubblici. Il 4 febbraio si parlerà di biofilia, interdisciplinarità e design; il 4 marzo di verde urbano, Natura dentro la città e qualità dell’abitare, con particolare attenzione agli spazi universitari; il 6 maggio il confronto si sposterà sul cammino, il benessere e i sistemi territoriali. Il 3 giugno, infine, sarà dedicato alla restituzione pubblica delle conoscenze maturate.
L’iniziativa raccoglie l’esperienza avviata nel 2022 da The First Thursday, nato come spazio di incontro tra ricerca, imprese, professionisti e comunità. L’obiettivo è ora fare un passo ulteriore: trasformare le relazioni costruite negli anni in conoscenze e progettualità condivise.
(re.aostanews.it)
