Parte da Aosta il viaggio in Italia dello spettacolo di Sinopoli “Io sono Virgilio”
La performance di teatro e danza dell'aostano Leonardo Sinopoli, con Laura Tuttolo, ha debuttato ieri sera allo Splendor per la Saison Culturelle
Oltre 300 spettatori per il debutto di Io sono Virgilio, performance di danza e teatro andata in scena venerdì 6 novembre al Teatro Splendor di Aosta, nell’ambito della Saison Culturelle.
Una stupenda opera di danza contemporanea scritta e curata dal performer valdostano Leonardo Sinopoli che a soli 28 anni ha alle spalle premi e collaborazioni importanti a livello internazionale.
Ballerino per il Nuovo Balletto di Toscana, premiato all’Arte Laguna Prize nel 2021 con 331, Say their names, performer per Marina Abramovic a Palazzo Strozzi di Firenze in The Cleaner e, cinque anni dopo, alla Royal Academy di Londra nella retrospettiva dedicata sempre alla madre della performer art, Leonardo Sinopoli è tornato sul palco della sua Aosta, che aveva lasciato giovanissimo per poi scegliere di tornare negli ultmi anni, dopo il debutto di due anni fa, sempre nella Saison Culturelle, con CardoDecumano.
Io sono Virgilio è una reinterpretazione della Divina Commedia in chiave moderna, con Sinopoli che interpreta Dante nel girone dell’inferno, che ha coinvolto anche il pubblico con una decina di spettatori saliti sul palco a interpretare Paolo e Francesca, Caronte, Lucifero, Giuda Iscariota, Bruto, Cassio e altri personaggi dell’opera dantesca.
Sul palco insieme a lui l’accompagnatore del sommo poeta, interpretato da Laura Tutolo, danzatrice e performer che Sinopoli conosce dai tempi del Nuovo Balletto di Toscana.
Una prima nazionale che ha tenuto inchiodati gli spettatori per un’ora e mezza e che al termine dell’opera hanno applaudito entusiasti i due artisti.
Dalla scuola di danza alla scena internazionale
Com’è nata la passione per questa arte?
«Da piccolo la mamma mi portava alla scuola di danza di Aosta, ma non mi entusiasmava tant’è che l’ho abbandonata per parecchio tempo, fino a quando, all’età di quattordici anni, è scattata la voglia di riprenderla» racconta l’artista al termine della performance.
«Da li sono approdato al Nuovo Balletto di Toscana che per me è stato la rampa di lancio per quello che sono adesso. Sono stato quindi a Venezia, che mi ha accolto come uno di casa e a cui sono molto legato anche perché lì ho vinto il primo premio alla XV edizione dell’arte Laguna Prize all’Arsenale di Venezia, è stata poi la volta di Londra dove ho iniziato il percorso con Marina Abramovic, madrina della Performance Art. Da li si è aperta la strada per interpretazioni a Palazzo Strozzi di Firenze, al Museo di Arte contemporanea di Belgrado sino ad arrivare alla Royal Academy of Arts di Londra, sede dell’Abramovic Institute».
Un finale anomalo per Dante rispetto al testo originale che vede il sommo poeta, assieme a Virgilio, uscire dall’inferno e rimirar le stelle, lei fa morire il poeta come mai?
«A parte che ho visto anch’io le stelle rompendo un piedistallo in scena, ma, drammaturgicamente, Dante nell’immaginario muore ma continua a vivere in lui l’estro artistico».
Laura Tutolo, com’è nata la collaborazione artistica con Sinopoli?
«Ci siamo conosciuti da piccoli, subito dopo il liceo a Firenze dove abbiamo studiato insieme, poi le nostre strade si sono divise rimanendo sempre grandi amici e questa cosa ci ha portato a ritrovarci e a lavorare insieme» racconta l’artista.
«Questa prima è lo spettacolo in cui siamo solo noi in scena ed è una grandissima responsabilità. Abbiamo lavorato molto affinché tutto fosse perfetto e il pubblico che abbiamo coinvolto è stato veramente fantastico, anche se l’idea era rischiosa in quanto non abbiamo potuto provare prima con loro».
Adesso le vostre strade torneranno a dividersi?
«No assolutamente, continuiamo con lo spettacolo in giro per l’Italia e mi auguro che Io sono Virgilio abbia successo come questa prima ad Aosta».
(massimo altini)
