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Bando anziani Aosta: è guerra di numeri

Bando anziani Aosta: è guerra di numeri

Cominciata l'avventura di KCS. Sindaco e sindacati parlano di «zero esuberi». Leone Rosso e Ati ribattono: «7 licenziamenti immediati e altri che arriveranno in seguito»

E’ guerra di cifre per il bando anziani. Dopo un confronto di svariate ore nella giornata di martedì, seguito agli incontri di sabato e lunedì, sindacati, amministrazione comunale e KCS Caregiver (nuovo gestore) sono arrivati a un accordo per far partire il nuovo bando (da oggi, 1° marzo).

Subito dichiarazioni di giubilo e gioia, con sindacati e sindaco Fulvio Centoz a celebrare la chiusura del cerchio: «La buona volontà di tutti ha permesso di azzerare gli esuberi – ha esclamato anche sui social il primo cittadino -, perché il nuovo gestore e quelli uscenti hanno deciso di suddividersi e accollarsi pro-quota il personale in eccedenza, garantendo così i livelli occupazionali».

Leone Rosso e ATI all’attacco

Le cooperative uscenti, Leone Rosso e ATI (La Sorgente, Esprit à l’Envers e La Libellula) non ci stanno e sull’esclamazione “esuberi zero” partono al contrattacco. «In sede di trattativa abbiamo presentato una lista di 140 operatori che ruotano intorno al bando – spiega il presidente de La Sorgente Riccardo Jacquemod – e che dovevano essere tenute per mantenere i livelli occupazionali». Jacquemod ricostruisce la trattativa: «Nel pomeriggio di martedì a un certo punto ce ne siamo andati: proponevamo una riduzione proporzionale di ore per garantire il posto di lavoro a tutti, ma sindacati e Comune non ci hanno sentito, facendo passare la linea che avremmo dovuto decidere noi chi lasciare a casa: bene, abbiamo abbandonato il tavolo».

Il direttivo di Leone Rosso entra nei dettagli: «Immediatamente rimarrano a casa sette persone – sottolineano i vertici della cooperativa valligiana -: 5 legate al nostro gruppo e due legate all’ATI». A questi si vanno ad aggiungere 3.5 persone (si parla di full time equivalenti) lasciate a casa da KCS e 3.5 dal Comune. «Ricordiamo che si tratta di full time equivalenti – continua Leone Rosso -, che spesso corrispondono a più persone che coprono l’orario». A queste cifre se ne aggiungono altre: «Sette tempi indeterminati, chiamati da KCS per sostituire le maternità, saranno assunti a tempo determinatio, quindi verranno lasciati a piedi al rientro dei “titolari”: tralasciamo poi tempi indeterminati (5) e interinali (4), che non sono nemmeno stati inseriti nella trattativa».

Il sindaco fa chiarezza

Prova a sistemare le carte in tavola il sindaco Fulvio Centoz: «Cominciamo col dire che tempi determinati e interinali non potevano rientrare nell’accordo – sottolinea Centoz -; sono stati assunti dalle altre cooperative per coprire loro esigenze e non può farsi carico la collettività. Per quanto riguarda le sostituzioni di maternità, non è colpa nostra se si è deciso di farle con tempi indeterminati. Comunque, una volta che finirà il loro lavoro con KCS, potranno sempre essere riposizionati in altri appalti da Leone Rosso e ATI». Centoz ammette 14 unità in esubero: «Le 535 ore in eccesso, suddivise per 14 unità, sono state prese in carico in parti proporzionali da KCS (3.5), Comune (3.5), ATI (2) e Leone Rosso (5) – continua Centoz -. Ora si vedrà cosa succederà, ma ovvio che uno sforzo deve essere fatto da tutti: le cooperative possono sempre ricollocare queste persone». Il servizio, comunque, è riuscito a partire il 1° marzo, dopo due proroghe: «Non potevamo permettercene altre – conclude Centoz -. KCS Caregiver ha iniziato il suo lavoro e non risulta nulla di anomalo. A mezzanotte i referenti erano nelle strutture per farsi conoscere e il tutto sta funzionando al meglio. Ovviamente mettiamo in conto degli intoppi, e non potrebbe essere altrimenti, ma si doveva iniziare. Poi, come sempre detto, con i risparmi faremo i dovuti ragionamenti sul futuro».

(alessandro bianchet)

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