Antenna Sylvenoire, il Tar respinge la sospensione
CRONACA
di Erika David  
il 15/11/2018

Antenna Sylvenoire, il Tar respinge la sospensione

Il Tribunale di Aosta ha rigettato l'istanza di alcuni abitanti del villaggio di Aymavilles contro la costruzione di un'antenna per le radiotelecomunicazioni

Nessuna sospensione per l’antenna di Sylvenoire.

Il Tar ha rigettato l‘istanza cautelare di 12 proprietari di case del villaggio di Aymavilles, difesi dell’avvocata Veronica Dini, che chiedevano l’annullamento, previa sospensione,  del provvedimento emesso dal Suel. Provvedimento a favore della società Galata Spa e «non notificato né comunque comunicato ai ricorrenti», nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti.

Al centro dell’autorizzazione concessa a Galata la costruzione di un’antenna fissa per le radiotelecomunciazioni su un terreno di proprietà comunale, a Sylvenoire, nel territorio del Parco Nazionale Gran Paradiso.

Il Tar considerando che«una più approfondita disamina delle molteplici questioni giuridiche sollevate dalla parte ricorrente va rimessa alla appropriata sede del giudizio di merito» ha rinviato il giudizio di merito all’udienza del 13 febbraio 2019.

Il rinvio è dovuto anche dal fatto che «i denunciati profili di danno di tipo sanitario» riconducibili alle onde elettromagnetiche «non sono, allo stato, concretamente rilevabili» perché gli apparati non sono ancora installati, e che «il pregiudizio patrimoniale (deprezzamento degli immobili di loro proprietà) risulta genericamente dedotto».

Il caso

Il caso è scoppiato lo scorso mese di agosto quando i proprietari hanno visto i lavori preparatori del cantiere. La vicenda però va avanti da parecchi anni, vista la necessità di sostituire un’antenna provvisoria piazzata nel 2000 per l’alluvione.

Nessuno discute la necessità di potenziare la ricezione delle telecomunicazioni, è la posizione, troppo a ridosso delle case, a non piacere.

Secondo l’avvocata Dini a lasciare maggiormente perplessi è il parere del Parco Nazionale Gran Paradiso inizialmente negativo e poi, incomprensibilmente, favorevole. «La normativa prevede che in presenza di un parere negativo in tema ambientale ci sia la sospensione immediata dell’iter perché il parere del Parco sovrasta qualsiasi opinione comunale o regionale, per la valenza e i valori che vengono espressi».

A by-passare il parere negativo sarebbero stati gli interessi di protezione civile, come aveva ricordato la sindaca Loredana Petey che già ad agosto si era espressa sui lavori di Sylvenoire. Stessa cosa aveva evidenziato il presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso, Italo Cerise: «Il Parco ha dato l’assenso a un progetto di primaria importanza per la comunità. Gli interessi di pubblica utilità superano quelli privati in questi casi».

Il Suel chiede alla società titolare dell’impianto, Galata, alcune variazioni al progetto tenendo conto del parere del Parco che chiede che l’impianto sia inserito nel paesaggio con il minor impatto possibile e Galata acconsente al mascheramento del basamento, ma il pennone rimane, lamentano gli abitanti.

Secondo gli abitanti e Veronica Dini «Ci sono terreni alternativi, con una variante non sostanziale al piano regolatore da parte del Comune si poteva variare l’ubicazione.

(e.d.)

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