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Confindustria VdA, indagine previsionale: «Rischio emergenza sociale»

Presentati i risultati dell'analisi relativa alle attese delle imprese valdostane per il primo trimestre 2021: emergono preoccupazione e incertezza

Confindustria VdA, indagine previsionale: «Rischio emergenza sociale»
Dati Confindustria

«Rischio emergenza sociale». Non usa mezzi termini il presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Giancarlo Giachino, per presentare i dati dell’indagine previsionale del primo trimestre 2021.

L’indagine

Quelli che emergono dal documento redatto dall’associazione sono dati a dir poco preoccupanti, condizionati, ovviamente, dalla pandemia in corso.

Gli imprenditori valdostani, in questo inizio anno esprimono previsioni «non positive» si legge nella nota diffusa da Confindustria, tanto che l’indagine «conferma il clima generale di incertezza», con la maggior parte delle realtà imprenditoriali che «navigano a vista».

Rispetto al trimestre precedente, il peggioramento degli indicatori è relativo, a testimonianza di «situazioni di mercato ancora complesse e incerte».

L’analisi

Scendendo nei dettagli, il clima di fiducia migliora nei servizi, mentre crolla nel manifatturiero.

Se il dato relativo all’occupazione cala, ma rimane in terreno positivo (+2.8%), rimane stabile quello relativo alla cassa integrazione, con il 18% degli intervistati che pensa di farci ricorso.

Conseguenze e previsioni pesanti in materia di produzione, dove si passa dal -6,38% della precedente rilevazione a un -12,50% dell’attuale; la maggior parte degli intervistati (54%) non si aspetta comunque variazioni sostanziali.

Peggiora anche il dato relativo ai nuovi ordinativi (-12,20%), anche se «se quasi il 60% degli intervistati si attende un andamento costante».

Rimane in terreno negativo, ma rialza la testa il dato relativo all’export, che passa dal -9,09% del trimestre precedente a un -4% dell’attuale. A livello di carnet di ordini, calano le imprese con “visione” a 1-3 mesi (37,14%), mentre aumentano «quelle con ordini per meno di un mese (22,86%)». Stabili le realtà con ordinativi oltre i tre mesi (40%).

Rimane stabile il discorso relativo agli investimenti di un certo rilievo (23,81% prevede di farne), mentre cala di circa 10 punti il dato relativo agli investimenti per sostituzioni che si attesta su di un 30%. Aumenta, ovviamente, «il numero di imprese che non ha in programma nessun investimento che si attesta ora su di un 45%».

Il tasso di utilizzo della capacità produttiva passa dal 72,97% del trimestre precedente a un 68,95% dell’attuale, mentre la media complessiva dei tempi di pagamento è di 66 giorni (contro i 55 della precedente rilevazione) e di 59 giorni per la PA.

Cala di poco, infine, il numero di aziende con ritardi negli incassi, passando da un +44,68% dello scorso trimestre a un +41,67% dell’attuale.

Il commento del Presidente

«I dati ci confermano che la ripartenza avverrà con tempi piuttosto lunghi e che ci vorranno almeno un paio d’anni per tornare ai livelli pre-crisi – sottolinea il presidente di Confindustria Valle d’Aosta, Giancarlo Giachino -. Serviranno scelte coraggiose, che portino a un vero e proprio cambio di visione allo scopo di poter sostenere il futuro di tutti».

Giachino detta il modus operandi. «L’agenda politica deve mettere al centro gli investimenti e le imprese in quanto creatori di valore – continua -. È una sfida epocale, che non possiamo permetterci di perdere. Il rischio è quello che nel giro di pochi mesi ci sia l’esplosione di una vera e propria emergenza sociale che rischia di diventare strutturale».

(al.bi.)

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