Ivat: nuova sede e centro culturale annesso
POLITICA & ECONOMIA
di news il
26/11/2011

Ivat: nuova sede e centro culturale annesso

Da giovedì l’IVAT, Institut Valdotain de l’Artisanat de Tradition, ha una nuova sede. L’inaugurazione dei nuovi locali in via Chambéry ad Aosta è stata occasione di incontro tra molti artigiani valdostani che hanno potuto visitare gli spazi che raccolgono importanti cataloghi consultabili liberamente dalla popolazione, in un’ottica di divulgazione culturale a tutta la comunità e non solo agli “addetti ai lavori”.
«L’obiettivo dell’IVAT è quello di coinvolgere più persone possibili nella fruizione di questo importante patrimonio culturale rappresentato dall’artigianato valdostano» – spiega il Presidente Rudi Marguerettaz.
«L’apertura di questo nuovo spazio è stato possibile grazie ad una serie di circostanze favorevoli, come il trasferimento a Gressan dell’Académie di Saint Anselme che prima occupava questi locali, e al sostegno dell’amministrazione regionale”.
La nuova sede ospita anche il Centre d’études sur l‘artisanat de tradition, realizzato dall’assessorato regionale Istruzione e Cultura in collaborazione con l’IVAT nell’ambito del progetto di cooperazione territoriale transfrontaliera Italia-Francia ALCOTRA 2007-2013, dal titolo “Traditions actuelles”, con l’intento di diffondere la conoscenza sui patrimoni della cultura materiale ed immateriale valdostana. Una tendenza alla “restitution” dei beni culturali che nel corso degli anni ha allargato il pubblico di destinazione dalla comunità valdostana a quella transalpina, apportando benefici turistici non trascurabili.
All’interno della sede dell’Institut sarà possibile consultare gli archivi informatizzati, audio e video attraverso attrezzature e mezzi messi a disposizione del pubblico, tra cui anche il catalogo fotografico del BREL. È presente inoltre un magazzino visitabile che raccoglie i prodotti destinati alla commercializzazione nelle 6 botteghe disseminate sul territorio regionale (Aosta, Ayas, Forte di Bard, Cogne, Courmayeur e Gressoney-Saint-Jean).
«L’IVAT non si limita a gestire le botteghe artigiane e a partecipare alla Fiera di Sant’Orso o alla Foire d’été per poi sparire durante il resto dell’anno, e l’apertura nel 2009 del MAV a Fénis lo ha dimostrato» continua Marguerettaz.
«Siamo presenti tutto l’anno con manifestazioni e con centri che valorizzano l’artigianato valdostano, un pezzo di storia e di cultura della nostra regione molto importante, da conservare e divulgare».
Nella foto (foto Pallu) il presidente dell’Institut Rudi Marguerettaz.
(cristina compagnoni)

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