Courmayeur, seconde case: la risorsa che non t’aspetti
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di news il
14/06/2012

Courmayeur, seconde case: la risorsa che non t’aspetti

L’immagine di una stazione storica, solida, che sta cercando di recuperare il suo antico smalto ma con alcune lacune da risolvere.
E’ quella che emerge dall’analisi del piano di sviluppo turistico redatto dal professor Luigi Gaido, docente universitario di marketing territoriale e sviluppo turistico, e approvato mercoledì pomeriggio dal Consiglio comunale.
I dati snocciolati dall’esperto, che arrivano dall’osservatorio regionale e dalla camera di commercio, parlano di un anno turistico, il 2010/2011, che ha registrato 14 mila arrivi (1 arrivo = 1 persona) per un totale di 420 mila presenze (1 presenza = 1 pernottamento). Assolutamente equilibrate le stagioni: 202 mila presenze, cioè il 48% sia in estate, sia in inverno, il restante 4% lo registrano le altre stagioni. Il 79% delle presenze è nel settore alberghiero con una durata del soggiorno che va da una media di 2,6 giorni in inverno a 3,8 giorni l’estate. Il sistema ricettivo è composto da 96 esercizi e 5.875 posti letto, mentre le seconde case (abitazioni non occupate da residenti) sono 4.911, per un totale, considerando un numero di posti letto tra i 4 e i 6 per ogni abitazione, di circa 24.555 posti letto che danno una stima di 982 mila presenze annue in seconda casa, importante risorsa da curare pensando a dei servizi ad hoc per puntare al prolungamento del soggiorno.
Tra i punti di forza di Courmayeur Gaido ha sottolineato un’architettura e un’edilizia di tradizione, una gamma di strutture ricettive che va da rifugi e camping a hotel a 5 stelle, la riapertura di alcuni locali notturni che hanno portato in paese personaggi che un tempo sceglievano altre mete, il sistema Funivia Monte Bianco che con la costruzione del nuovo impianto potrà diventare ulteriormente interessante.
Rimangono però ancora alcune dolenti come il sistema di trasporti, la mobilità interna, la necessità di un totale ammodernamento degli impianti di risalita, la carenza di strutture in grado di ospitare l’importante segmento del turismo congressuale.
«Siamo sulla strada giusta – ha commentato il sindaco Fabrizia Derriard – bisogna solo aver voglia di continuare a investire sul futuro nonostante il periodo di crisi».
(e.d.)

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