Riforma degli Enti locali, tra le novità la creazione delle Unités des communes
POLITICA & ECONOMIA
di news il
16/07/2013

Riforma degli Enti locali, tra le novità la creazione delle Unités des communes

L’istituzione delle ‘Unités des communes valdôtaines’ che dovranno essere meno numerose e più grandi delle attuali comunità montane e l’obbligo della forma associata delle funzioni in base a un bacino d’ambito di almeno 3 mila abitanti: sono alcune delle novità contenute nel documento ‘Linee guida per una possibile riforma degli enti locali della Valle d’Aosta’, che sarà sottoposto all’attenzione del governo regionale, votato a maggioranza – cinque gli astenuti – nel tardo pomeriggio di oggi dopo una lunga discussione all’assemblea del Consiglio permanente degli enti locali. Il documento prevede tre livelli di governo: la Regione, l’Unités des communes valdôtaines e Comuni.
«Oggi mettiamo un punto fermo dopo due anni di discussione, non è, tuttavia un punto di arrivo ma di partenza. Insieme, oltre le casacche politiche, potremo essere più autorevoli e saremo noi i protagonisti del cambiamento». Lo ha sottolineato il presidente del Celva Bruno Giordano al termine degli interventi da parte di alcuni sindaci riuniti in assemblea che avevano avanzato perplessità sul documento. A non convincere l’applicabilità dell’articolo 19 della spending review che impone le associazioni di Comuni. Stigmatizza il «documento centrista», Giuseppe Dupont, sindaco di Valsavarenche, che tuona: «se non mettiamo in dubbio l’articolo 19 rinunciamo allo Statuto speciale; i Comuni rappresentano il servizio più importante ai cittadini» e ha invitato «a fare attenzione a non snaturare i Comuni e a non ragionare solo sui numeri ma sulla sopravvivenza dei territori di montagna, della cultura, in una parola della valdostanità». Altri cittadini hanno condiviso la preoccupazione come Mauro Lucianaz di Arvier e Gabriel Diémoz di Roisan.
Nella risposta Giordano ha spiegato che «non si applica la spending review tout court perché, se così fosse, tutti i comuni al di sotto dei mille abitanti sparirebbero mentre nella nostra proposta lasciamo piena autonomia di determinare i propri consigli senza sforare la norma nazionale in materia di tagli ai costi della politica». A chi ha sollevato perplessità sulla centrale unica di committenza – Roberto Crétier di Saint-Marcel tra questi – Giordano ha risposto: «E’ un onesto tentativo di mantenere ancorata l’economia al nostro territorio». Al sindaco di Gaby Pierluigi Ropele che aveva chiesto «ancora tempo per riflettere e condividere con il Consiglio», il presidente del Celva ha fatto notare che «siamo fuori tempo massimo». Dello stesso avviso Vittorio Anglesio sindaco di Introd: «Dobbiamo fare la riforma per scongiurare che da primo gennaio sia lo Stato a decidere». Così anche per Daniele De Giorgis di Lillianes: «Non abbiamo la bacchetta magica ma l’approvazione del documento è un segno di responsabilità da parte degli amministratori».
(danila chenal)

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