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Ferrovia: elettrificazione vs bimodali, vincono i secondi

Ferrovia: elettrificazione vs bimodali, vincono i secondi

Bocciata la mozione delle minoranze che chiedevano lo stop all'acquisto; l'assessore Marguerettaz spiega di non voler buttare a mare i 50 milioni di fondi statali Par Fas in scadenza a fine anno

I cinque treni bimodali – 50 milioni di euro l’investimento – infiammano l’aula consiliare. Alla richiesta delle minoranze unite di non acquistare «i bimodali («acquisto campato in aria per noi», così Raimondo Donzel (Pd) nell’illustrare la mozione) prima delle valutazioni della Commissione competente, rispettando gli impegni presi all’unanimità in Consiglio regionale», l’assessore regionale ai Trasporti Aurelio Marguerettaz, risponde picche. Dice: «In Commissione vengo volentieri ma sui bimodali non cambio idea», spiegandone le ragioni.
«Se c’è un dossier che è stato più volte oggetto di discussione è proprio questo; le decisioni non possono dirsi calate dall’alto visto che sui bimodali ci siamo espressi in Consiglio fino dal 2011; dopodiché ci siamo affidati a un ingegnere per uno studio e a dicembre 2012, a fronte di audizioni in Commissione, sono state prese delle decisioni; non possiamo mettere in discussione quanto fatto tutte le volte che cambia il Consiglio; non vogliamo fare una cattiveria ma non vogliamo perdere i fondi Par Fas legati allo sviluppo e alla coesione. Le trattative sui bimodali con Trenitalia sono in una fase avanzata. Qualora passasse la volontà di non comprare i bimodali, vi prenderete le responsabilità per non aver voluto investire 50 milioni dei Par Fas per il miglioramento della linea ferroviaria Aosta-Ivrea».
Per Stefano Ferrero del Movimento 5 Stelle: «La gente deve capire che l’acquisto dei bimodali è la morte definitiva dell’ammodernamento della ferrovia; vuol dire piantare una croce sull’elettrificazione; inoltre i bimodali sono macchine costruite ad hoc le cui caratteristiche sono ancora ignote. Mai i fondi sono arrivati ieri oppure qualcuno si è grattato nel frattempo?». Di mancanza di condivisione ha parlato Chantal Certan di Alpe su «un’opera che dovrebbe essere coralmente approvata». Di vicenda complessa ha parlato Luigi Bertschy dell’Uvp nella quale si «intrecciano motivi amministrativi e politici. Nella realtà stiamo aspettando ancora le norme di attuazione sulla ferrovia. Manca la conoscenza precisa del costo dell’elettrificazione e manca una strategia complessiva che non ci permette di compiere una scelta oculata per il futuro».
Per riassumere gli interventi in aula dell’opposizione: troppe incertezze dalla manutenzione al ricovero, dai costi al funzionamento. Insomma per dirla alla Raimondo Donzel (Pd) «un salto nel vuoto; una spesa folle che non porterà la ferrovia in condizioni migliori. Non usi l’arma spuntata dei 50 milioni gettati al vento, il governo Letta ha parlato unicamente di infrastrutturazione della linea. Non ci portate su un binario morto; il progetto deve essere analizzato in Commissione consiliare». La posizione delle forze di minoranza è chiara: elettrificazione.
Per Marguerettaz non lo è in termini di percorrenza – 20 secondi di risparmio – e di tempi di realizzazione. Unico vantaggio: evitare la rottura di carico a Ivrea. Stesso vantaggio consentirà il bimodale. «Le soluzioni che proponete sono peggiori rispetto alla nostra e sono contento di riferire in Commissione».
(danila chenal)

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