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Legambiente non molla la presa e ricorre nuovamente al TAR per Cortlys

L'associazione richiede l'annullamento della delibera di Giunta che concede l'autorizzazione unica alla realizzazione di una centrale idroelettrica

L'associazione richiede l'annullamento della delibera di Giunta che concede l'autorizzazione unica alla realizzazione di una centrale idroelettrica

Un ricorso al TAR per chiedere l’annullamento della delibera di Giunta con cui è stata concessa l’autorizzazione unica alla realizzazione di una centrale a Gressoney-La-Trinité, con opera di presa dal torrente Lys in località Salza – Courtlys. Questa la mossa di Legambiente Valle d’Aosta, che non intende abbassare la guardia sulla questione che riguarda l’Alpe Cortlys, zona scelta dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), per essere inserita tra “I luoghi del cuore”, con tanto di intervento diretto nell’appposizione di vincoli di tutela. E proprio di tutela ambientale parla il ricorso, che oltre ad alcune irregolarità procedurali, denuncia la scarsa presa in considerazione della stessa.

«Il progetto – spiega in un comunicato Legambiente – che va a captare le sorgenti del Lys, inserendosi in un contesto idrogeologico fragile e di particolare valore paesaggistico, naturalistico e scientifico, come quello dell’anfiteatro morenico del gruppo del Monte Rosa, non è stato sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale». «Questo ricorso – spiega la presidente di Legambiente Alessandra Piccioni – ha per noi anche un valore simbolico, in quanto intendiamo verificare se sia applicato in Valle d’Aosta il Codice di Tutela dei Beni Cutìlturali e del Paesaggio (D.Lvo n.42/2004) e sulla base di quali prescrizioni e procedur».

A difendere la zona, ora, si è aggiunto anche il CAI, che ha inserito Cortlys nel progetto 150×150 – il CAI e la Tutela dell’Ambiente Montano – 150 casi: eccellenze e criticità della montagna italiana, considerandolo un luogo da tutelare tra i più importanti delle montagne aostane.

(al.bi.)

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