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Tar: sulla variante al PRGC i giudici danno ragione al Comune di Ayas e torto alla Giunta regionale

Tar: sulla variante al PRGC i giudici danno ragione al Comune di Ayas e torto alla Giunta regionale

Il sindaco Giorgio Munari: «Rispettate istituzionalità e autonomia dei comuni, basta all'ingerenza politica»; e ancora: «Peccato che si siano persi due anni e tanti soldi in avvocati»

«I giudici amministrativi del Tar della Valle d’Aosta hanno messo un punto fermo: rispetto dell’istituzionalità e dell’autonomia dei comuni e stop all’ingerenza politica della Giunta regionale. Ogni comune deve essere in grado di pianificare il proprio territorio nel rispetto delle normative regionali in materia, peccato soltanto che si siano persi due anni e un sacco di soldi in avvocati».
Ha la voce soddisfatta il sindaco di Ayas, Giorgio Munari, non appena appresa la notizia dell’accoglimento dell’impugnativa promossa dalla sua amministrazione comunale e da alcuni proprietari di seconde case contro la variante al piano regolatore approvata dalla Giunta regionale con delibera del 23 aprile 2013.
La Giunta regionale non poteva imporre le proprie scelte al Comune, o come scrivono i giudici «emerge in maniera nitida che la titolarità del potere di variante urbanistica appartiene al Comune».
La variante – tra le altre cose – prevedeva l’estensione degli equilibri funzionali tra alberghi e seconde case a tutto il territorio comunale, mentre l’amministrazione locale chiedeva «il rispetto degli equilibri funzionali per il cambio d’uso soltanto nelle frazioni di Antagnod, Champoluc e Frachey, e con riguardo esclusivo alle attività alberghiere dismesse prima del 1° gennaio 2008».
Secondo il Tar «la determinazione regionale non appare supportata da ragioni tali da potersi imporre all’autonoma scelta comunale, trattandosi di opzioni che non contrastano con interessi sovracomunali e soprattutto hanno la finalità di rendere coerenti le politiche urbanistiche locali», si legge nel dispositivo.
(pa.ba.)

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