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Consiglio Valle: passano rendiconto e assestamento di bilancio; no all’utilizzo degli utili delle partecipate

Consiglio Valle: passano rendiconto e assestamento di bilancio; no all’utilizzo degli utili delle partecipate

La maggioranza dà la disponibilità a condividere una proposta di legge sulle società regionale, che sarà affrontata a breve

Passano con 18 voti a favore e 17 contrari – Alpe, M5S, Pd-Sinistra VdA e Uvp – il rendiconto – 59 milioni di avanzo – e l’assestamento di bilancio. Per gli alleati della maggiorana – Uv e Sa – «due atti chiari che rispettano gli impegni presi con l’elettorato»; per le opposizioni «nessuna misura per far crescere un’economia solida e reale»; no all’emendamento delle minoranze che proponeva – attraverso la stesura di una legge regionale – di fare ricorso agli utili e alle riserve delle partecipate. La maggioranza ribadisce la volontà di «rivedere il loro funzionamento e di coinvolgere nella stesura di una legge il Consiglio Valle». Le minoranze: «Non prendeteci in giro. Qualcuno di voi aveva ammesso che il sistema non teneva più (alludendo alle involuzioni del neo assessore Perron). Noi vorremmo condividere l’utilizzo degli utili distribuibili. Ci sembra la volontà sia quella di mungere le partecipate ma con le vostre mungitrici». I consiglieri dell’opposizione tirano per la giacchetta il presidente del Consiglio Marco Viérin, invitandolo a votare l’emendamento dimostrandosi super partes. Sveste i panni istituzionali per calarsi in quelli da consigliere e assicura che «l’argomento partecipate sarà presto sviscerato». Dice Laurent Viérin. «Preso atto dell’ impegno del presidente del Consiglio vorremmo un impegno scritto in tal senso».
Così l’assessore all’assessore alle Finanze Ego Perron nella replica prima del voto: «Riflessioni e decisioni forti, condivise possibilmente, saranno necessarie.. Non siamo remissivi ma siamo coscienti della realtà; sono finite le certezze del passato, il sistema sta cambiando e ci equipaggiamo per questo. Abbiamo ben chiara la prospettiva, ci manca la certezza della programmazione per i rapporti difficili con lo Stato. I due atti riprendono in modo chiaro gli impegni che sono stati presi con gli elettori, è un percorso che rispetta il programma di legislatura; facciamo economi e razionalizziamo i servizi sociali ma non li abbiamo smantellati; cerchiamo di garantire lo sviluppo di tutti i settori. Il lavoro è la priorità della nostra agenda politica. Non sono certo felice di infliggere sacrifici alla comunità».
Così il presidente della Regione Augusto Rollandin: «L’economia risente del fatto che la Regione ha meno risorse: normale. Le richieste delle categorie imprenditoriali e commerciali vanno tutte nella direzione di una maggiore presenza della Regione. Se non c’è la Regione sembra difficile dare il la alle iniziative. Eppure anni addietro si lamentava la sua invadenza e si ricordava che la Regione non è un imprenditore. Se il riparto fiscale fosse rispettato nella sua interezza non avremmo problemi. Ma così non è. Il Patto di stabilità condiziona tutto. I Comuni hanno tutti degli avanzi di amministrazione ma non li possono utilizzare. Andremo a discuterne con i ministeri. Non voglio che si equivochi sul tema delle partecipate: non è la Regione a decidere ma i consigli di amministrazione. La Cva ha dei debiti e fa da cassa per le associate. Sono un sistema complesso. Con meno dobbiamo fare di più e meglio».
(danila chenal)

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