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Operazione Hybris: la Regione non si costituirà in giudizio

Operazione Hybris: la Regione non si costituirà in giudizio

La richiesta è arrivata dai banchi di Alpe

La Regione non si costituirà in giudizio nel procedimento legato all’inchiesta “Hybris” che vede coinvolte sei persone accusate a vario titolo di tentata estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, rapina, tentato omicidio e lesioni personali. Per tutti è previsto inoltre l’aggravante del metodo mafioso. Ricordiamo che la vicenda riguarda Claudio Taccone, 46 anni, i suoi figli Ferdinando (22) e Vincenzo (21), tutti di Saint-Marcel, e di Santo Mammoliti (40) e Domenico Mammoliti (27), di Aosta per i quali il Giudice dell’Udienza Preliminare di Torino ha disposto il giudizio abbreviato; l’udienza è prevista per il prossimo 18 luglio.
La richiesta di Alpe di «costituzione in giudizio» evidenziava «il valore simbolico da parte della nostra regione nei confronti di un’organizzazione di stampo mafioso come la ‘Ndrangheta».
Ha motivato il no il presidente dell’esecutivo Augusto Rollandin: «Agli imputati non è contestato un reato contro l’ordine pubblico, quale il reato di associazione mafiosa, per cui l’eventuale costituzione in giudizio la Regione non può ritenersi persona offesa in quanto non titolare del bene giuridico protetto dalle norme violate, che riguardano reati a danno dei beni privati. Inoltre agli imputati non è contestato il reato di associazione mafiosa bensì reati comuni aggravati dal metodo mafioso».
Per Alberto Bertin «motivazioni tecniche per non affrontare la questione».
(da.ch.)

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