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Volontari del soccorso: la Federazione difende il suo operato

Volontari del soccorso: la Federazione difende il suo operato

Il consigliere regionale Jean Pierre Guichardaz aveva sollevato dubbi sui costi della sede e sul compenso del coordinatore

L’interpellanza del consigliere regionale Jean-Pierre Guichardaz (Pd-Sinistra VdA) sulla sede e la figura del coordinatore della Federazione Regionale del Soccorso ha scatenato un putiferio. Al centro della querelle la spesa per il personale di Federazione «passato dai 17 mila euro del 2007 agli attuali 170 mila euro. Il coordinatore percepisce oltre 40 mila euro all’anno ( all’inizio ne percepiva 6mila) più la reperibilità di 1 euro all’ora per il tempo in cui non lavora. Ogni anno per tutto il sistema di volontariato del soccorso vengono stanziati circa 800 mila euro, di cui 220 mila euro sono i costi di Federazione, che sarebbe meglio venissero distribuiti alle 17 associazioni senza passare da Federazione».
Lapidario il presidente della Federazione Paolo Ferrero: «la Federazione nasce dalla volontà delle associazioni, perché è più facile avere un unico interlocutore dal punto di vista amministrativo-organizzativo; dall’altra parte anche l’azienda Usl sollecitava un unico interlocutore, proprio per non continuare a sottoscrivere singole convenzioni». Sui 170 mila euro all’anno del personale, in cui rientrano i 40 mila euro lordi all’anno più la reperibilità al coordinatore Mauro Cometto, difesa a spada tratta di Ferrero: «All’inizio siamo partiti con un amministrativo, negli anni il personale è stato aumentato ed è chiaro che cresce la spesa, ma è l’Usl che parla della figura del coordinatore, su nostra proposta logicamente, nell’ottica di dare continuità». Hanno mal digerito presidente e coordinatore il j’accuse a proposito della decisione di alcuni gruppi di aderire o meno alla Federazione (il riferimento all’Odv di Donnas che è uscita da Federazione e al non ingresso di Asa, ndr). «Non è regolato una decisione personale, ma da uno statuto approvato da tutte le associazioni. La Federazione non è un cappello messo con forza sulla testa di qualcuno. Le associazioni di volontariato hanno scelto di indossare questo cappello. Il sistema del volontariato non è forte se viene frammentato, a meno che non ci sia l’intenzione di qualcuno di dividerlo. Il fatto di essere tutti federati e che ci sia un coordinatore, viene stabilito da norme regionali. E’ naturale che la Federazione coordina le associazioni federate, altrimenti mi verrebbe da chiedere visto che CRI percepisce quasi 800 mila euro della Regione, perché allora non coordina per esempio ASA e Donnas?» – spiegano Mauro Cometto e Paolo Ferrero.
Cometto e Ferrero spiegano l’uscita dell’Odv di Donnas; «Donnas ha deciso di uscire di sua spontanea volontà, senza motivare la scelta; il quel periodo la presidente Bagatella era anche consigliere della Federazione; di punto in bianco è arrivato il fax delle dimissioni da consigliere, poi il fax per sfilarsi dalla Federazione. Ne abbiamo preso atto. Quell’uscita ha creato un disagio economico per quanto riguarda la sede (che hanno in comodato d’uso dall’Us (ancora oggi occupano i locali, nonostante siano fuori da Federazione, quindi spese di energia elettrica, riscaldamento…) e per il servizio dialisi non più onorato.
Paolo Ferrero illustra il caso di Asa, Assistenza Soccorso Aosta; «per aderire alla Federazione bisogna presentare una domanda, seguire un percorso, dopodiché c’è una valutazione del direttivo. ASA non è stata ammessa, perché in un momento di crisi come questo non c’erano le condizioni ( a livello territoriale e di costi) per avere una nuova associazione».
Le quote di ammortamento sono congelate dal 2012; l’altra accusa velata è che il coordinatore ha percepito invece un aumento di stipendio… «Nessun aumento di stipendio – ribatte Ferrero – le quote di ammortamento fanno parte di un altro capitolato. Il consigliere Guichardaz dice che tutto deve andare in mano all’Usl, non sa che è già; così noi facciamo una puntuale rendicontazione».
Ci tiene a precisare Ferrero, «l’azienda ‘Usl spende 813.500 euro per fornire servizi di trasporto e soccorso con ambulanza, di cui però 250 mila euro sono direttamente gestiti dall’Usl e 7 mila euro sono gestiti da altri uffici per il materiale. Alla fine dei conti Federazione percepisce 565.500 euro». Sull’affitto della sede precisano presidente e coordinatore, «in verità nella delibera dell’Usl si parla di gestione della sede e non esclusivamente di affitto. Infatti dentro questa voce troviamo spese condominiali, energia elettrica, hardware e software,telefonia mobile, contabilità e tasse tipo Tares».
Conclude Cometto, «grazie all’impegno delle Odv associate la Federazione ha totalizzato nei sei anni (2008-2013) per i vari servizi erogati ben 165.475 ore di servizio gratuite. Ne deriva che il costo per l’azienda sarebbe stato di 3 milioni 266 mila euro ( 165.475 ore x 19,74 euro), necessari solo per pagare il personale che ha garantito il servizio».
Nella foto, da sinistra Paolo Ferrero, Mauro Cometto e il vice presidente della Federazione Federico Menean.
(teresa marchese)

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