Droga: in 2 mesi, un kg e mezzo tra eroina e cocaina da Milano ad Aosta attraverso un servizio di «navetta bianca»
CRONACA
di news il
23/12/2014

Droga: in 2 mesi, un kg e mezzo tra eroina e cocaina da Milano ad Aosta attraverso un servizio di «navetta bianca»

Un chilo e mezzo di sostanze stupefacenti tra eroina (in maggioranza) e cocaina che negli ultimi due mesi, partendo da Milano, era giunto ad Aosta, per qualcosa come «3.000 dosi al dettaglio».
Numeri imponenti, quelli dell’operazione ‘White Shuttle’ («navetta bianca») che ha portato gli uomini della Squadra mobile della Questura di Aosta e della Sezione narcotici – coordinati dal sostituto procuratore Daniela Isaia – a indagare complessivamente 21 soggetti, nei confronti di otto dei quali il gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, ha emesso misure cautelari.
Più nel dettaglio, nei confronti di Norredine Badri, 29 anni di origine marocchina, ricercato da 13 mesi dalle squadre mobili di Milano e Biella, questa mattina è stata notificata a Milano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere; misure degli arresti domiciliari, invece, quelle spiccate a carico dei valdostani David Cortellessa, 27 anni, Stefania Luciana Salvatore, 43 anni, Marco Caffaratti, 50 anni, Cristina Cavallera, 44 anni, e Massimo Penti, 43 anni; misura dell’obbligo di presentazione giornaliera in Questura per l’aostano Loris Caffaratti, 22 anni, mentre rimane ricercato sul territorio della provincia di Monza Brianza il verosimile «galoppino» Ivano Crivellaro.
Un’operazione, la ‘White Shuttle’, «scattata due mesi fa, dopo che abbiamo notato un’evidente crescita del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti pesanti nel Capoluogo regionale, fenomeno dalla portata notevole e preoccupante», ha spiegato nel corso della conferenza stampa il commissario capo della Squadra mobile della Questura di Aosta, Nicola Donadio.
Le misure cautelari sono state notificate e contestualmente eseguite all’alba di oggi, martedì 23 dicembre, tra Milano e la Valle d’Aosta, con particolare riferimento al Quartiere Cogne di Aosta.
«Attraverso un’attività investigativa che ha coniugato l’azione continua di pedinamento alle risultanze tecniche forniteci dalla Sezione narcotici, siamo riusciti a ricostruire in modo capillare il fenomeno dello spaccio ad Aosta, sin dalla sua fonte di approvvigionamento», ha affermato il sostituto commissario Valter Martina, che ha aggiunto: «Il tutto partiva da Milano, dove il personaggio cardine era il marocchino Norredine Badri, già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di droga».
Era per incontrare Badri – tramite il «galoppino» Ivano Crivellaro, ipotizzano gli inquirenti – che «ogni due giorni» dalla Valle d’Aosta scendevano a turno personaggi «dal fare molto accorto, visto che erano soliti cambiare sempre automobile e utilizzare utenze telefoniche intestate a terze persone», ha precisato Donadio.
Fatto sta che la tratta di approvvigionamento di eroina e cocaina Aosta-Milano-Aosta permetteva l’approdo nel Capoluogo regionale di circa «40 grammi di stupefacente a viaggio», che veniva effettuato solitamente «ogni due giorni e comunque sempre dietro ordinazione».
Come dire, ogni nuovo viaggio presupponeva già il perfezionamento dello spaccio in città dello «stupefacente portato ad Aosta nel viaggio precedente», dettaglio che ha indotto gli agenti della Questura di Aosta a «intervenire per evitare che la bassa qualità della droga» potesse in qualche modo mettere a repentaglio la vita dei consumatori, come quella di Giuseppe Accardi, 50 anni di Aosta, deceduto il 28 novembre scorso per overdose.
«Siamo assolutamente certi del fatto che lo stupefacente utilizzato in quella occasione provenisse direttamente da questo canale», ha puntualizzato il sostituto commissario Martina.
In un simile contesto, nelle pieghe dell’operazione ‘White Shuttle’ sono stati anche segnalati all’Autorità Prefettizia svariati consumatori abituali di sostanze stupefacenti nel Capoluogo aostano.
Nella foto i sei soggetti valdostani sottoposti a misure cautelari.
(patrick barmasse)

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