Fentanyl, controlli rafforzati in Valle d’Aosta; la Regione: «Nessuna emergenza, ma vigilanza massima»
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Sanità
di Erika David  
il 14/07/2026

Fentanyl, controlli rafforzati in Valle d’Aosta; la Regione: «Nessuna emergenza, ma vigilanza massima»

Lo ha ribadito l'assessore Carlo Marzi rispondendo a un'interpellanza di Lega Vallée d'Aoste e La Renaissance Valdôtaine

Non esiste un’emergenza fentanyl in Valle d’Aosta, ma il livello di attenzione resta altissimo.

È quanto ha ribadito oggi in Consiglio Valle l’assessore alla Sanità Carlo Marzi, rispondendo a un’interpellanza di Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine che chiedeva chiarimenti sui protocolli di custodia, tracciabilità e controllo del potente oppioide nelle strutture del Servizio sanitario regionale.

L’iniziativa, illustrata dal consigliere Andrea Manfrin, arriva a pochi mesi dal primo sequestro di fentanyl sul territorio valdostano e alla luce del recente caso dell’ospedale di Roma, dove è stata sottratta una consistente quantità del farmaco.

«Il corretto stoccaggio tutela prima di tutto gli stessi operatori sanitari – ha osservato Manfrin -. Spesso l’accesso a questo tipo di farmaco non è così difficile e lei sa di cosa parlo».

Marzi: «Dopo il caso di Roma controlli ancora più stringenti»

L’assessore ha riconosciuto che gli ultimi fatti di cronaca hanno reso il tema ancora più attuale.

Proprio dopo quanto accaduto nella capitale, il Ministero della Salute, con una nota del 3 luglio, ha disposto un ulteriore rafforzamento dei controlli, richiamando tutte le misure già previste per impedire la sottrazione del fentanyl verso usi illeciti.

Parallelamente, anche i carabinieri del Nas hanno avviato un confronto con assessorato e Azienda Usl per consolidare la rete di vigilanza.

Marzi ha ricordato che già nell’aprile 2025 l’Usl aveva adottato specifiche linee guida sulla gestione del fentanyl e dei suoi derivati, coinvolgendo tutte le strutture ospedaliere e territoriali in un percorso di sensibilizzazione e rafforzamento delle procedure di controllo.

Armadi blindati, registri e doppie verifiche

Entrando nel dettaglio, l’assessore ha spiegato che tutte le strutture che utilizzano fentanyl in fiale sono dotate di armadi o casseforti chiusi a chiave e registri dedicati di carico e scarico.

L’accesso è consentito esclusivamente al personale autorizzato e ogni movimentazione viene registrata nominalmente e sottoscritta.

Nei blocchi operatori degli ospedali Parini e Beauregard sono inoltre in vigore procedure specifiche per tracciare quotidianamente l’ingresso e l’uscita degli stupefacenti dalle casseforti e il loro utilizzo nelle sale operatorie, comprese quelle ibride e le sale risveglio.

A queste misure si aggiungono sistemi di videosorveglianza nelle aree comuni, allarmi antintrusione nella farmacia ospedaliera e un ulteriore impianto dedicato che sarà installato con il trasferimento dei magazzini farmaceutici.

Sul fronte dei controlli, la farmacia ospedaliera verifica ogni giorno le giacenze degli stupefacenti conservati in cassaforte, tra cui fentanyl e morfina in fiale, mentre compresse e cerotti vengono controllati almeno tre volte alla settimana.

Ogni restituzione di farmaco non utilizzato viene registrata e scaricata dai registri solo dopo l’effettiva riconsegna.

La Struttura complessa farmacia e la farmacia territoriale effettuano inoltre ispezioni periodiche nei reparti ospedalieri, nelle strutture territoriali e nelle farmacie convenzionate per verificare il rispetto delle procedure e delle prescrizioni, sempre più orientate verso la dematerializzazione prevista dalla normativa nazionale.

«Negli ultimi tre anni alcune discordanze, ma nel 2026 nessun ammanco»

Nella sua risposta l’assessore ha ammesso alcune anomalie riscontrate nella gestione delle scorte.

Marzi ha confermato che negli ultimi tre anni si sono verificate alcune discordanze nelle giacenze.

Una volta esclusi errori materiali o semplici refusi, tutti i casi sono stati segnalati all’Autorità di pubblica sicurezza per gli accertamenti previsti dalla legge.

«Non risultano pertanto al momento ulteriori elementi divulgabili, trattandosi disegnalazioni sottoposte al riserbo in ordine alle previste verifiche di legge. Nel 2026 non sono stati registrati ammanchi».

Per quanto riguarda il consumo illecito, il Servizio per le dipendenze segue attualmente un solo paziente con problematiche legate al fentanyl, già inserito in un percorso di disintossicazione.

«Il quadro valdostano è molto diverso dagli scenari americani spesso richiamati dai media – ha sottolineato Marzi -. Non esiste oggi alcuna emergenza fentanyl, ma proprio per questo l’attenzione e il monitoraggio devono rimanere altissimi».

Manfrin: «Serve più trasparenza sugli ammanchi»

Nella replica, Manfrin si è detto soddisfatto solo in parte.

Il consigliere ha chiesto maggiori chiarimenti sul sistema di tracciabilità ancora in parte cartaceo e soprattutto sulle discordanze emerse negli ultimi anni.

«Prendo atto che alcune anomalie ci sono state e che sono state trasmesse all’Autorità di pubblica sicurezza, ma avremmo voluto conoscere almeno l’entità degli ammanchi», ha affermato.

Il consigliere ha poi richiamato alcuni episodi che negli ultimi anni hanno coinvolto operatori sanitari, compreso il decesso di un medico rianimatore collegato al fentanyl.

«È folle pensare che chi lavora a stretto contatto con questi farmaci possa sottrarli. Non bisogna nascondere la testa sotto la sabbia: il fenomeno va affrontato con controlli sempre più rigorosi e verifiche approfondite».

(erika david)

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