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Terrorismo: revocata misura cautelare all’avvocato algerino arrestato

Terrorismo: revocata misura cautelare all’avvocato algerino arrestato

La Corte d'Appello di Torino ha revocato l'obbligo di dimora ad Aosta nei confronti di Rachid Mesli, che venne fermato il 19 agosto al Traforo del Grande in esecuzione di un mandato di cattura internazionale; l'Algeria ne ha chiesto l'estradizione

Arrestato il 19 agosto scorso al Traforo del Gran San Bernardo, mentre con la sua famiglia stava entrando in Italia per raggiungere la Toscana per un periodo di vacanza, quest’oggi la Corte d’Appello di Torino ha disposto la revoca della misura cautelare dell’obbligo di dimora ad Aosta nei confronti di Rachid Mesli, l’avvocato algerino arrestato poco meno di un mese fa in esecuzione di un mandato di cattura internazionale spiccato dalle autorità di Algeri, che lo accuserebbero di avere avuto contatti in passato con organizzazioni terroristiche.
Dal 2000 rifugiato politico in Svizzera e cittadino con passaporto francese, Mesli – attivista per i diritti umani nei paesi arabi e co-fondatore dell’organizzazione non governativa Al-Karama – ha subito dichiarato di essere «felice per la decisione della magistratura italiana», nonostante nei suoi confronti le autorità algerine – il 7 settembre scorso – abbiano presentato formale richiesta di estradizione.
Da quanto appreso, le informazioni fornite finora da Algeri sarebbero «vaghe e incomplete», motivo per cui il Ministero della Giustizia ha chiesto altra documentazione, che dovrà essere fatta pervenire entro il termine di 40 giorni dalla data dell’arresto, pena la possibile inammissibilità della stessa richiesta di estradizione.
All’indomani dell’arresto al Traforo del Gran San Bernardo, l’avvocato algerino aveva fatto sapere: «Se torno in Algeria, rischio la tortura», essendo la procedura aperta nei suoi confronti «di matrice politica», aveva aggiunto.
(pa.ba.)

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