Posted on

Reportage: viaggio tra gli «invisibili» in riva alla Dora

Reportage: viaggio tra gli «invisibili» in riva alla Dora

Una famiglia croata costretta in una baracca a due passi dall'acqua: cittadini europei dal 2013, pare che nessun diritto sia loro riconosciuto; altri senzatetto sotto una tenda nella zona del Pont Suaz

Le auto corrono veloci sulla strada che, dalla zona della Croix Noire di Aosta, conduce alla rotonda giusto sotto il ponte dell’autostrada, in corrispondenza della deviazione per Pollein. Accanto, la pista ciclabile rialzata su cui transitano ogni giorno decine e decine di persone in bicicletta o a piedi. Eppure nessuno, o meglio ben pochi, a quanto pare, sembrano essersi accorti di quanto sta avvenendo lungo l’argine sinistro della Dora Baltea, con la spiaggetta bagnata dalle acque gelide del fiume che ormai da anni è diventata la casa di una famiglia composta da tre persone di origini croate, divenute nel frattempo cittadini europei dopo l’ingresso della Croazia nell’Unione europea a decorrere dal primo luglio 2013.
Eppure pare che nessun diritto sia riconosciuto loro, «ne hanno certamente di più gli attuali migranti», afferma un passante sulla ciclabile, che a volte si ferma a parlare con loro.
Una baracca di lamiera. Questo è tutto quello che hanno i coniugi Svetosar e Milena, entrambi oltre la sessantina, e loro figlio Nicola… Il reportage completo sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 7 dicembre
(pa.ba.)

Condividi

LAST NEWS