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Tragedia La Thuile: l’accusa chiede 3 anni 8 mesi

Tragedia La Thuile: l’accusa chiede 3 anni 8 mesi

Nel processo ai 3 maestri di sci per la morte di Lorenzo Bacci, la cui sentenza è prevista venerdì prossimo; il legale di parte civile ha chiesto l'invio degli atti in Procura per verificare le responsabilità anche del direttore della Scuola di sci

Quattordici mesi di reclusione per Pieryck Boche, 30 anni, e Fabrizio Grange, 24, e 16 per Chantal Ferraris, 25. Sono le richieste di condanna avanzate questa mattina dal sostituto procuratore Luca Ceccanti nel processo con rito abbreviato davanti al gip del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, a carico dei tre maestri di sci di La Thuile imputati di concorso in omicidio colposo in relazione alla morte di Lorenzo Bacci, il bambino milanese di 7 anni trovato privo di vita nel primo pomeriggio di sabato 28 marzo 2015 nel comprensorio sciistico di La Thuile, incagliato tra le maglie di un paravalanghe posizionato sotto i piloni della funivia che collega il paese alle piste da sci.
Dopo una breve pausa attorno alle 13.15, l’udienza è ripresa con le arringhe dei legali difensori degli imputati. Da quanto appreso, la pronuncia della sentenza da parte del giudice – preceduta dalle repliche del pubblico ministero e dell’avvocato di parte civile – è prevista venerdì prossimo, 29 gennaio.
I fatti
I tre maestri, quel giorno, erano stati inviati sulle piste dalla Scuola di sci di La Thuile – diretta da Ferruccio Baudin – per seguire una ventina di bambini – tra i quali il piccolo Lorenzo – impegnati nella manifestazione di beneficenza ‘Diamo una manche a Telefono Azzurro’.
Finita la sua discesa, secondo le testimonianze raccolte nelle ore immediatamente successive alla disgrazia dal commissario capo della Squadra mobile della Questura di Aosta, Nicola Donadio, il bambino – nel parterre di arrivo della gara, a circa 2.000 metri di quota – si tolse gli sci e iniziò a giocare con alcuni suoi amichetti. A un certo punto, però, scarponi ai piedi, insieme ad altri suoi due coetanei, si allontanò dalla zona di arrivo, inoltrandosi poi da solo nel bosco, distante diverse centinaia di metri dal punto di ritrovo dei piccoli discesisti all’arrivo.
Notata l’assenza di Lorenzo Bacci, furono gli stessi maestri di sci a lanciare l’allarme, organizzando squadre di ricerca a piedi. Il corpo del piccolo, quindi, venne avvistato in un dirupo soltanto grazie al sorvolo della zona da parte dell’elicottero del Soccorso alpino valdostano. Lorenzo Bacci, secondo gli accertamenti del medico legale Maurizio Castelli, morì soffocato tra le maglie di un paravalanghe.
Le richieste di parte civile
Il legale della famiglia Bacci, parte civile nel processo, ha chiesto al giudice l’invio degli atti in Procura per vagliare eventuali responsabilità in capo anche al direttore della Scuola di sci di La Thuile, Ferruccio Baudin.
(pa.ba.)

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