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Sciopero, braccia incrociate per la ristorazione collettiva

Sciopero, braccia incrociate per la ristorazione collettiva

Un centinaio gli addetti in Valle d'Aosta che sono in attesa del contratto nazionale da 32 mesi

Lavorano un paio di ore al giorno nelle mense di ospedali, scuole, microcomunità e grandi aziende, hanno part time ridotti, nessun aumento salariale da anni e un contratto scaduto da 32 mesi. Sono gli addetti alla ristorazione collettiva per la tutela dei quali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Savt e Uiltucs ha indetto per oggi, venerdì 5 febbraio, uno sciopero del settore.
«In Valle d’Aosta sono circa un centinaio gli addetti alla ristorazione collettiva – spiega Isabelle Buillet (Filcams Cgil) -, sono persone difficilmente raggiungibili perché impiegate in piccole e micro imprese dovo non possiamo fare un’assemblea perché manca l’agibilità sindacale. È un settore molto delicato che subisce il ribasso d’asta delle gare d’appalto, applicato non sul servizio ma sul costo del lavoro».
Le parti datoriali puntano alla riduzione del costo del lavoro, alla revisione della clausola sociale nei cambi d’appalto, all’abbassamento delle tutele collettive e individuali e sono propensi ad aumenti retributivi irrisori: «sono proposte inaccettabili – spiegano i sindacati – che porterebbero a un ingiustificato arretramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori, già fortemente colpiti dalle difficoltà degli ultimi anni. Le lavoratrici e i lavoratori vogliono il contratto!» concludono le organizzazioni sindacali.
In foto da sinistra Raffaele Statti (Uiltucs), Giorgio Piacentini (Fisascat Cisl) e Isabelle Buillet (Filcams Cgil)
(erika david)

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