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Casinò e Billia, 170 licenziamenti per evitare il fallimento

Casinò e Billia, 170 licenziamenti per evitare il fallimento

Casinò de la Vallée SpA, verso 170 licenziamenti. Il taglio, che interesserà un terzo del personale – di cui 120 al casinò e 50 ai servizi alberghieri -, è la conseguenza della crisi in cui versa un’azienda che ha chiesto al tribunale di Aosta l’accesso alla procedura di concordato preventivo in bianco, ammesso lo scorso 13 novembre dopo un primo no da parte dei giudici fallimentari, e sulla quale pesa la richiesta di fallimento avanzata lo scorso 7 novembre dalla procura aostana che, anche sulla base della relazione consegnata dai componenti del cda della Casinò de la Vallée SpA dimessisi il 26 ottobre – indicando in Filippo Rolando il possibile ristrutturatore -, ritiene la crisi della società strutturale e irrisolvibile.

Proprio all’azione della procura di Aosta sarebbe legata l’accelerazione sul personale. L’amministratore unico del Casinò, Rolando, ha tempo fino all’11 gennaio per presentare – assieme a Ivano Pagliero, nominato commissario dal tribunale di Aosta – il piano di ristrutturazione aziendale a supporto della procedura di concordato preventivo.

Mercoledì 5 dicembre è il giorno in cui lo stesso tribunale di Aosta ha fissato l’udienza in camera di consiglio per esaminare l’istanza di fallimento della Casinò SpA depositata dalla procura e in quella data il commissario e l’amministratore intenderebbero presentarsi a procedura di licenziamento collettivo avviata.

Riduzione del personale

Il primo a indicare la strada della riduzione del personale e degli stipendi fu nel 2014 l’allora amministratore unico, Luca Frigerio. Un piano “lacrime e sangue” che non andò in porto, anche per le forti proteste sollevate dalle forze politiche di opposizione (Alpe e Uvp in testa) e dei lavoratori che manifestarono in Place Deffeyes.

Il secondo, è stato un tentativo vero e proprio: l’allora amministratore unico, Lorenzo Sommo,  avviò nel febbraio 2017 una procedura di licenziamenti collettivi. Si trattava di 264 persone da mandare a casa. La procedura fu ritirata due mesi dopo con l’ennesimo cambio di maggioranza.

Intanto, i sindacati hanno convocato una assemblea che si terrà domani, martedì 4, alle 19.

(re.newsvda.it)

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