Richiesta di espatrio negata, nonno muore senza poter vedere i nipotini
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 05/11/2019

Richiesta di espatrio negata, nonno muore senza poter vedere i nipotini

Una storia triste, denunciata dall'Associazione Genitori Separati

Muore senza poter vedere i nipotini. E’ successo il 3 novembre. Una storia triste, denunciata dall’Associazione Genitori Separati.

Sapeva di avere poche settimane di vita l’uomo che viveva nell’Europa dell’Est e per questo aveva chiesto ripetutamente al figlio di poter vedere i nipotini. Il figlio vive da oltre 20 anni in Valle d’Aosta. nessuno dei due – a detta dell’Associazione – ha avuto problemi con la giustizia. L’unico problema, la separazione dalla moglie. Una separazione con elevato grado di conflittualità. La donna, per timore di una sottrazione, si è opposta alla richiesta di espatrio dei bambini per andare a far visita al nonno morente.

«A luglio di quest’anno il padre dei minori aveva avanzata la prima richiesta, per l’aggravarsi delle condizioni di salute del nonno, correttamente documentata, ma il tribunale, nella persona del giudice tutelare, ha negato l’espatrio momentaneo», spiega l’Associazione Genitori Separati.

Un diniego così motivato:  «considerato il dato di elevata conflittualità tra i genitori dei minori quale risulta da procedura per affido pendente dinnanzi a questo Tribunale, non autorizza».

Con l’aggravarsi della malattia del nonno, il padre dei minori ha inoltrato nuovamente la richiesta, allegando la documentazione dell’ospedale e facendo presente che il «diritto dei figli minori di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti», è degno di maggior tutela rispetto all’inesistente rischio di sottrazione di minore. Ma la richiesta è stata nuovamente rigettata.

«Tra ritardi e carte bollate, il tribunale, eludendo l’urgenza del caso, ha fissato l’udienza al 7 novembre – tuona l’Associazione -. Il nonno però non ce l’ha fatta e venerdì 3 novembre è spirato disperato».

L’Associazione sottolinea come «La Corte costituzionale, a seguito dell’analogo provvedimento della CEDU, ha stabilito che anche i mafiosi e gli ergastolani hanno diritto ai permessi premio per ragioni di “umanità. Umanità che invece non è stata riconosciuta ad un nonno».

(re.newsvda.it)

 

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