Giornalisti: la sospensione dall’Ordine del consigliere leghista Manfrin finisce a Bruxelles
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 15/11/2019

Giornalisti: la sospensione dall’Ordine del consigliere leghista Manfrin finisce a Bruxelles

Aveva definito 'clandestino' un migrante in un post su Facebook

La sospensione per tre mesi dall’Ordine dei giornalisti di Andrea Manfrin per la parola ‘clandestino’ finisce a Bruxelles davanti al Parlamento europeo. 

«La battaglia per la libertà di parola e per il contrasto alla censura è fondamentale per la sopravvivenza della democrazia. Sono felice che anche il Parlamento Europeo sia stato informato della situazione paradossale che si è venuta a creare». E’ quanto dichiara il consigliere regionale Manfrin (Lega VdA) che – insieme al collega Paolo Sammaritani – nei giorni scorsi è stato ospite a Bruxelles della delegazione ‘Lega-Salvini Premier’ e del gruppo ‘Identità e democrazia’. Per aver definito ‘clandestino’ un migrante in un post su Facebook, il capogruppo regionale della Lega Vallée d’Aoste e giornalista pubblicista, Andrea Manfrin, ha ricevuto una sospensione da parte del Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta.

A Bruxelles

Nell’occasione si è discusso della sospensione per tre mesi dall’Ordine dei giornalisti di Manfrin per aver utilizzato il termine ‘clandestini’ riferendosi a dei migranti in un post sul proprio profilo Facebook. Il capo delegazione del Carroccio, Marco Campomenosi, ha evidenziato «l’incoerenza dell’Unione Europea sempre pronta ad attaccare i Governi sgraditi su temi di rispetto dei diritti fondamentali ma silente quando le violazioni avvengono in Stati amministrati da governi apprezzati dall’establishment europeo».

«Non è accettabile – aggiunge Sammaritani – che la sfera professionale e quella privata si mescolino a tal punto che un giornalista non possa più esprimere un pensiero o un’opinione personale, senza rischiare di subire un procedimento disciplinare basato, peraltro, su un codice deontologico che prevede illeciti poco tipicizzati, come i giudici hanno avuto modo di pronunciare. Sicuramente impugneremo questa decisione, perché ci pare giusto fare una battaglia a favore di tutti i giornalisti, affinché la loro libertà di espressione, nella loro vita privata, non sia comprimibile».

Nel corso della miniplenaria di mercoledì 13 novembre, l’europarlamentare Gilles Lebreton del gruppo Identità e democrazia è intervenuto nell’aula del Parlamento europeo durante il dibattito riguardante la Giornata mondiale della fine dell’impunità per i crimini contro i giornalisti. Insieme ad altri casi ha citato anche quello di Manfrin.
(re.newsvda.it)

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