Coronavirus, mascherine della Protezione civile alla popolazione: scoppia la polemica
comuni
di Luca Mercanti  
il 01/04/2020

Coronavirus, mascherine della Protezione civile alla popolazione: scoppia la polemica

Consegna di mascherine TNT e guanti inadeguati secondo alcuni residenti

I Comuni valdostani hanno avviato la distribuzione alla popolazione delle mascherine protettive in tessuto non-tessuto, che sono state consegnate dalla Protezione Civile. Mascherine che non sono da considerarsi dei DPI (dispositivi di protezione individuale). Ma è già  polemica tra la popolazione. Alcuni valdostani, infatti, si sono lamentati del fatto che le mascherine sono quelle che già l’assessore al Welfare della Lombardia, Gallera, aveva bollato come «carta igienica».

La prima fornitura effettuata dalla Protezione Civile, per un totale di 70mila mascherine, è stata destinata ai Comuni in numero pari a circa la metà dei residenti in ogni Comune.

La Protezione Civile ha reso noto che, nei prossimi giorni, procederà alla distribuzione di una seconda tranche di altre 70mila mascherine in tessuto non-tessuto. Sarà quindi possibile, nel breve periodo, fornire a tutta la popolazione almeno una mascherina, nelle modalità di distribuzione o di consegna che ogni Comune ha determinato.

Il Celva invita i valdostani ad attenersi alle indicazioni che ciascun Amministrazione locale fornirà in merito alle modalità di distribuzione, e a ritirare le mascherine nel proprio Comune. È molto importante evitare sempre assembramenti e rispettare le distanze tra le persone.

Le polemiche 

«E’ il primo aprile e abbiamo pensato fosse un Pesce, uno scherzo – tuona Luciano, residente a Roisan -. Ci hanno consegnato un panno Swiffer per raccogliere la polvere, altro che mascherina. E’ vero: è indicato che non si tratta di DPI, però ci chiediamo: a che pro? Stanno mandando in giro per la Valle volontari che impiegano tempo e denaro e rischiando il contagio per consegnare, ormai tardi, oggetti praticamente inutili. Oltre al panno, tra l’altro privo di asole forse perché la lunghezza non è tale da arrivare alle orecchie, ci sono guanti, un foglio con la spiegazione, il tutto inseriti in buste di fortuna. Purtroppo è vero, incredibile».

Sulla stessa lunghezza d’onda altri valdostani indignati, alcuni dei quali hanno fatto le loro rimostranze sulla nostra pagina FB. «Un pool di geni, che dopo un mese mandano queste mascherine vergognose», dice Alessandro, che ha ricevuto una mascherina con un’asola (foto) ma dalla lunghezza insufficiente perché non arrivare alle orecchie.

(re.aostanews.it)

 

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