Geenna, Fulvio Centoz: «Raso mi disse che poteva garantirmi un po’ di voti»
Fulvio Centoz raggiunge il Palazzo di giustizia
CRONACA
di Federico Donato  
il 11/06/2020

Geenna, Fulvio Centoz: «Raso mi disse che poteva garantirmi un po’ di voti»

Dopo alcuni incontri alla Rotonda, «alla fine la mia considerazione fu che mi sembravano promesse che non sarebbero state mantenute»

«Conosco Antonio Raso perché a volte sono andato a mangiare alla Rotonda. Poi mi fu presentato da Salvatore Addario (cugino di Raso) prima della campagna elettorale. Lo incontrai due o tre volte e facemmo qualche chiacchierata nel suo ristorante». E’ quanto riferito in aula – nell’ambito del processo Geenna – dal sindaco di Aosta Fulvio Centoz, chiamato come testimone dal pm Stefano Castellani.

Il riferimento, per l’accusa, riguarda principalmente un incontro in cui Raso avrebbe proposto un sostegno elettorale a Centoz in vista delle comunali del 2015. Nel corso degli incontri, «non ricordo le esatte parole che utilizzammo, ma parlammo certamente di elezioni e di come potesse darmi una mano – ha precisato il primo cittadino -. Mi disse che avrebbe potuto garantirmi un po’ di voti. Io immaginavo che, essendo di origini calabresi probabilmente aveva rapporti di parentela estesi; questo mi ha fatto desumere che avesse un certo bacino di voti».

Sollecitato dalle domande del pm e del presidente del Tribunale Eugenio Gramola, Centoz ha precisato: «Non mi pare di aver colto che a fronte della ci fosse una richiesta. Non ricordo ci fosse una richiesta di altro genere. Sicuramente non di denaro o di altro».

Insomma, Centoz incontrò Raso «un paio di volte», ma «alla fine la mia considerazione fu che mi sembravano promesse che non sarebbero state mantenute».

Rispondendo a una domanda precisa sul punto, il sindaco ha poi affermato: «Mi pare che Raso sia l’unica persona calabrese con cui ebbi contatti per quella campagna elettorale».

Aspetto, quest’ultimo, su cui è intervenuto l’avvocato Ascanio Donadio (difensore di Raso insieme a Pasquale Siciliano), il quale ha contestato al primo cittadino di aver avuto contatti con altri soggetti di origine calabrese, cioè degli operai con cui Centoz aveva lavorato in passato; aspetto confermato dal sindaco.

Ascanio Donadio

In aggiunta, il legale ha tirato fuori un messaggio whatsapp inviato da Centoz ad Addario nell’aprile 2015, quindi in un momento successivo all’ultimo contatto che il sindaco sostiene di aver avuto con Raso e Addario. Secondo quanto sottolineato in aula da Donadio, il 14 aprile 2015 Centoz scrive ad Addario: “Se vuoi ancora darmi una mano mi piacerebbe sostenere due canditati”. Qualche giorno dopo, i due avrebbero concordato un incontro alla Rotonda.

Raffaele Della Valle (in primo piano) e Sandro Sorbara

Ha poi preso la parola l’avvocato Raffaele Della Valle (difensore di Marco Sorbara insieme a Donatella Rapetti, Sandro Sorbara e Corrado Bellora), il quale ha chiesto a Centoz: «Dice che ha conosciuto Raso andando in pizzeria. Per quello che lei ha potuto percepire Raso, quando ci furono elezioni, era un uomo conosciuto e stimato? Era una brava persona ai suoi occhi?». Il sindaco ha replicato: «Sicuramente si. Ero stato invitato da una persona che conoscevo (Addario ndr) e Raso per me era un ristoratore conosciuto che poteva aiutarmi in campagna elettorale. Non avevo notizie negative nei suoi confronti, altrimenti non sarei andato».

(f.d.)

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