Coprifuoco, Fratelli d’Italia Vda in piazza chiede le dimissioni di Lavevaz e Barmasse
Il coordinatore di Fratelli d’Italia VdA, Alberto Zucchi
ATTUALITA'
di Erika David  
il 01/05/2021

Coprifuoco, Fratelli d’Italia Vda in piazza chiede le dimissioni di Lavevaz e Barmasse

Sotto la pioggia Fratelli d’Italia Vda e simpatizzanti per dire “Basta coprifuoco” e chiedere le dimissioni di presidente e assessore alla sanità

Fratelli d’Italia Vda in piazza per chiedere le dimissioni di Lavevaz e Barmasse.

Sotto la pioggia battente esponenti di Fratelli d’Italia Vda e simpatizzanti per dire “Basta coprifuoco” e chiedere le dimissioni di presidente e assessore alla sanità.

In contemporanea ad altre piazze d’Italia gli esponenti della forza politica si sono riunite in piazza Chanoux questa sera, venerdì 30 aprile, alle 21, sotto la pioggia, per protestare contro la chiusura forzata delle attività alle 22.

Ad aprire la protesta Alberto Zucchi, coordinatore regionale, che ha apertamente chiesto le dimissioni per «manifesta incapacità» del presidente della Regione, Erik Lavevaz, e dell’assessore alla sanità, Roberto Barmasse.

La manifestazione di Fratelli d’Italia VdA, venerdì sera

L’intervento di Zucchi

«Lavevaz e Barnasse nell’ultimo anno non ne hanno azzeccata una» dice Zucchi.

«C’è stata una incapacità assoluta di fronte alle chiusure delle ultime 5 cinque settimane di tracciare i contagi».

«Se tutte le attività sono rimaste chiuse, se c’è il coprifuoco, se le misure sono state attuate per evitare i contagi – si chiede il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia -, allora come mai la Valle d’Aosta ha un numero tale di contagi per cui da lunedì noi saremo relegati, unici in Italia, in zona rossa?»

«E’ una cosa a cui Barmasse e Lavevaz devono dare una spiegazione prima di dare le dimissioni!».

L’intervento di Aiello

Ha poi preso la parola il segretario per Aosta del partito, Lorenzo Aiello.

«Qua non stiamo negando nulla – ha subito precisato -, ma stiamo contestando una gestione scriteriata di un’emergenza che qualcuno sta cavalcando con fini che non sono del tutto comprensibili».

«Noi non ci racapezziamo di come, chi ha gestito l’emergenza fino adesso, non si sia fatto una domanda: 14 mesi dopo siamo esattamente al punto di partenza, anzi peggio».

«E’ evidente che qualcosa non ha funzionato e perché noi continuiamo ad applicare le stesse regole e le stesse restrizioni che non hanno funzionato?»

Per Aiello non sono i bar, le palestre, i ristoranti i luoghi di trasmissione di contagio e si chiede perché si insista a tenere il coprifuoco.

«Per questo chiediamo le dimissioni, ma prima vogliamo capire non si siano fatte altre scelte. Chi governa la Valle d’Aosta non ha un dialogo efficace con Roma».

«Basta, il coprifuoco va abolito – conclude Aielloperché questa è un’emergenza sanitaria, non una guerra, e il perseverare in queste politiche non fa altro che affamare le categorie che rendono grande l’Italia».

Il coprifuoco scatena all’assembramento

Per il ristoratore Pier Ottavio Signorini è proprio il coprifuoco a scatenare l’assembramento.

«Oggi non esiste la logica del coprifuoco. Quante sono le persone che vanno al ristorante in pieno Covid dalle 8 di sera alla mezzanotte? Si contano sulle dita delle nostre mani!»

«Loro, quelli che stanno a Roma, decidono di fare uscire il massimo delle persone per il minimo del tempo!» s’infiamma Signorini.

«Noi chiediamo di allargare la fascia temporale per farsì che la gente non si ammassi, così avremo dei congestionamenti nei ristoranti di persone che arrivano per mangiare tutti assembrati, uno attaccato all’altro perché sono parole quelle del metro, poi dobbiamo sopravvivere!»

«Loro – insiste il ristoratore – decidono di non aprire i bar a mezzogiorno… Ma dove sono i controlli? Andiamo a vedere sui muretti dell’Arco d’Augusto, davanti ai supermercati, andiamo nelle piazze cittadine dove giustamente i ragazzi prendono e si siedono perché loro se ne fregano, la percezione della malattia loro non ce l’hanno. Loro prendono l’asporto, il dehors del bar rimane chiuso, e si siedono a 20 metri, uno attaccato all’altro! Questo è il risultato a cui siamo di fronte oggi!»

«Il coprifuoco – conclude Signorini tra gli applausi – per come è stato creato e concepito è una bufala, così non potrà mai funzionare perché è un coprifuoco che assembra la gente, è un coprifuoco che la mette tutta insieme in uno spazio di tempo ridotto!»

(erika david)

 

 

 

 

 

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