Treni idrogeno: sì allo studio ma l’elettrificazione non si tocca
Politica
di Danila Chenal  
il 07/07/2021

Treni idrogeno: sì allo studio ma l’elettrificazione non si tocca

Un emendamento mette d'accordo la maggioranza

Treni idrogeno: sì allo studio ma l’elettrificazione non si tocca. Un emendamento mette d’accordo la maggioranza  ma le posizioni restano distanti.

Per Stefano Aggravi (Lega) «di fatto l’emendamento sancisce un compromesso ma non risolve. Si lancia la palla solo un po’ più avanti in attesa dei progetti. Questa maggioranza più che di un tagliando ha bisogno di una revisione».

Lo testimoniano i duri interventi in aula degli autonomisti, quello dell’ex assessore ai Trasporti Aurelio Marguerettaz.

La ferrovia non è di destra o di sinistra

Tuona il capogruppo dell’Uv: «Questo disegno di legge non è stravolgente. E’ un’integrazione a una normativa dove si danno delle linee di indirizzo. Mutuando Giorgio Gaber, mi chiedo ‘La ferrovia è di destra o di sinistra? ‘. Qualcuno ne sta facendo una battaglia ideologica. La ferrovia è un infrastruttura di cui abbiamo bisogno e sulla quale dobbiamo investire. Si vuole avviare una sperimentazione su una tecnologia che sta evolvendo, è una ricerca nella quale noi riteniamo dovere essere coinvolti. Qui ci si mette le medaglie sul petto e tutto il resto è fandonia. I valdostani con l’elettrificazione non raggiungeranno Torino come palle di fucile» e punta il dito con Minelli e Tripodi, fervide sostenitrici dell’elettrificazione nel Pnrr .

Il consigliere unionista difende a spada tratta la scelta dei treni bimodali «che permettevano superare la rottura di carico che bloccava i viaggiatori per 10 minuti» ricorda. Aggiunge: «I bimodali possono funzionare a Diesel, con l’elettricità e pure con batterie a idrogeno». Dell’elettrificazione dice: «vedrete una fila ininterrotta di pali e fili fino a Ivrea. Se i treni nuovi peseranno più di 18 tonnellate per asse dovranno rallentare».

In linea con Defr e programma

Puntualizza Claudio Restano (VdA Unie): «Non c’è nulla che sia contro i programmi di maggioranza. In un anno l’ex assessora Minelli non è riuscita a portare a termine il nuovo Piano strategico del traffico. Ora la mia proposta di legge non fa altro che demandare alla Giunta la ricerca di una conclusione. Vuole solo essere un approfondimento e non formula sentenze o giudizi». Ricorda che l’89% dell’energia utilizzata da Trenitalia viene da combustibili fossili. Conclude: «Nel Defr e nel programma non vi è nulla contro il vettore a idrogeno. E’ mancato semmai il confronto».

Bene mediazione

Per Paolo Cretier (Pcp) «La Russia, una delle potenze mondiali, sta puntando sull’idrogeno per ridurre l’impatto sulle emissioni. Bisogna dare continuità a quanto programmato ma mediando. Non abbiamo barattato nulla. A volte bisogna fare scelte, sforzarsi al confronto».

Concretezza

Stefano Aggravi (Lega): «Questa normativa nel momento stesso in cui sarà votata diverrà legge. L’idrogeno sarà una materia alla base della nostra esistenza. Non vi è scontro tra elettrificazione e idrogeno che può essere utilizzato per il teleriscaldamento e per il trasporto su gomma. Non è una questione ideologica ma di praticità». Ricorda la difficile morfologia della linea e il fatto che si esaurisce in Valle d’Aosta. «Trenitalia ha fatto il suo mestiere, inserendo la sua elettrificazione nel Pnrr. Ma c’è un problema: entro il 2026 i lavori devono terminare ma non c’è ancora un progetto. Non cito i disagi per gli utenti».

(da.ch.)

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