Valle d’Aosta 5G: in Commissione le preoccupazioni del Comitato per le 106 postazioni in 47 comuni
Sanità
di Danila Chenal  
il 13/10/2021

Valle d’Aosta 5G: in Commissione le preoccupazioni del Comitato per le 106 postazioni in 47 comuni

Auditi in III e V Fabio Turco e Donatello Anello

Valle d’Aosta 5G: in Commissione le preoccupazioni del Comitato per le 106 postazioni in 47 comuni . Le Commissioni “Assetto del territorio” e “Servizi sociali”, riunite congiuntamente, hanno audito il presidente e il vicepresidente del Comitato “Valle d’Aosta 5G, salute e ambiente”, Fabio Turco e Donatello Anello, in merito alla scelta del Governo nazionale di installare la nuova tecnologia di telecomunicazione 5G su tutto il territorio italiano.

Il Comitato con una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio aveva chiesto un incontro per condividere le proprie posizioni e rappresentare le preoccupazioni in merito all’installazione del 5G, la tecnologia di quinta generazione di rete mobile che va ad aggiungersi alle attuali 2G, 3G e 4G.

Le dichiarazioni

«Come Commissioni – riferiscono il Presidente della terza, Albert Chatrian (AV-SA), e il Vicepresidente della quinta, Claudio Restano (VdA Unie) – avevamo già richiesto alcuni approfondimenti all’Arpa in merito all’utilizzo di questa nuova tecnologia, che è stata sperimentata in alcune città italiane, ma non in Valle d’Aosta e che ad oggi è nella fase di realizzazione effettiva, non più sperimentale. Da un rapporto inviatoci dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, è emerso che le stazioni radiotrasmittenti saranno attivate prevalentemente là dove sono già presenti al momento le stazioni della telefonia cellulare attuale, mentre in una seconda fase, e questa è la vera innovazione, sarà attuata la connessione in contemporanea tra tanti oggetti della nostra vita quotidiana (Internet of things)».

A oggi sul territorio regionale sono installati e funzionanti impianti con tecnologia 5G in 47 comuni, per un totale di 106 postazioni. Dei 47 comuni, solo in 3 sono accesi impianti 5G con antenne attive; i terminali mobili sono ancora poco diffusi tra la popolazione e i segnali irradiati di bassa intensità.

«Trattandosi di una nuova tecnologia – aggiungono Chatrian e Restano – condividiamo le preoccupazioni dei cittadini e la necessità di avere garanzie sugli effetti che produce, in particolare sulla salute. Oggi, con i referenti del Comitato abbiamo concordato che ci faranno pervenire un documento con una serie di domande e dubbi, che sarà inviato a tutti i consiglieri e agli assessori competenti per materia, in modo da approfondire e dibattere ulteriormente la tematica».

(re.aostanews.it)

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