Cime bianche: Adu presenta esposto alla Corte dei conti
Ambiente
di Luca Mercanti  
il 08/11/2021

Cime bianche: Adu presenta esposto alla Corte dei conti

«Collegamento intervallivo inutile, costoso e pericoloso». Il 19 novembre confronto pubblico con la deputata Tripodi e l'eurodeputata Beghin

Vallone Cime bianche: Adu Valle d’Aosta non ci sta e presenta un esposto alla Corte dei conti.

L’esposto è stato presentato venerdì 5 novembre alla Corte dei Conti e trasmesso a Monterosa SpA e al Consiglio e alla Presidenza della Regione.

L’obiettivo, come sottolineato da Carola Carpinello nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa tenutasi nel pomeriggio di oggi, lunedì 8 novembre, è quello di evidenziare le irregolarità di un «collegamento inutile, costoso e pericoloso» poiché «rispondere in maniera efficiente ai cambiamenti climatici e preservare l’ambiente non sono più soltanto delle responsabilità ma un vero e proprio obbligo».

L’esposto

L’esposto di Adu sintetizza in tre punti le principali debolezze del progetto di collegamento intervallivo e comprensorio sciistico tra la Valtournenche e la Val d’Ayas. Oltre a insistere sul fatto che il procedimento è stato avviato «senza verificarne la fattibilità e pur sapendo bene che esso interessa un’area protetta, finendo così con il sperperare volontariamente denaro pubblico», il segretario politico del movimento Alex Glarey denuncia «l’iter atipico e incoerente con cui si sta portando avanti l’iniziativa, che non segue le fasi previste dalla legge e confonde volutamente i compiti specifici di Regione, società partecipata, politici e professionisti».

Nel mirino, infine, anche la società Monterosa, accusata di aver «affidato non soltanto il primo livello di progettazione preliminare ma anche il secondo livello definitivo, l’ennesimo esempio di spreco di risorse finanziarie pubbliche».

Confronto pubblico

In concomitanza con l’inoltro dell’esposto, Adu ha annunciato di avere in programma un confronto pubblico che stimoli la cittadinanza a una presa di posizione più chiara. L’appuntamento è previsto per le 20,45 di venerdì 19 novembre nella sede della BCC di Via Garibaldi ad Aosta. A presenziare all’incontro dal titolo “Cime Bianche: una lotta senza confini per la conservazione”, oltre ai membri della segreteria politica del movimento Alex Glarey e Daria Pulz, anche la la deputata Elisa Tripodi e l’europarlamentare Tiziana Beghin.

Parte della serata, poi, sarà dedicata agli interventi dei fotografi del progetto “L’ultimo vallone selvaggio” Francesco Sisti, Annamaria Gremmo e Marco Soggetto.

«La politica regionale è oramai divenuta ancella della logica predatoria del mercato, che cerca continuamente di ritagliarsi nuovi margini di profitto ampi accaparrandosi spazi rimasti puri come quello del Vallone Cime Bianche in un continuo sfruttamento tanto capitalistico quanto elettoralistico della montagna – denuncia la stessa Pulz -. L’idea di distruggere un territorio dalla bellezza impressionante unicamente per installarvi i piloni della futura funivia è a nostro avviso un’idea ridicola ma al contempo tragica, ma la nostra priorità nonché lo scopo con cui abbiamo previsto questo momento di confronto è quella di capire che cosa pensa la comunità di un progetto che, oltre a violare le leggi europee e a comportare un gran dispendio di risorse finanziarie, rappresenta un danno incalcolabile per l’ambiente».

La politica

«Nonostante avessimo più volte tentato di aprire un dialogo costruttivo con quella parte di maggioranza formata dai consiglieri regionali che avevano preso un impegno elettorale chiaro rispetto a Cime Bianche, l’unico confronto davvero positivo è stato quello con le ex consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli – osserva ancora Alex Glarey -. Da parte della restante fetta di politica valdostana, al contrario, abbiamo riscontrato soltanto una scarsa trasparenza sul tema, costruita su delibere di giunta che restano pubblicate nell’albo online della Regione per quindici giorni salvo poi svanire».

Un interesse maggiore in merito alla diatriba su Cime Bianche, invece, pare provenire dalle forze politiche esterne alla Valle d’Aosta. «Non possiamo che plaudire gli interventi in Europarlamento della parlamentare valdostana ed europarlamentare Tiziana Beghin e dell’eurodeputata e co-portavoce di Europa Verde Eleonora Evi – constata Carola Carpinello -. Eppure resta paradossale che la questione Cime Bianche abbia toccato maggiormente personalità esterne alla regione, che paiono avere molto più caro di certi valdostani il patrimonio naturale del nostro territorio».

(Giorgia Gambino)

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